I mostri sotto al letto

Critica

di Samuela Serri

Mare, calma piatta. Un’imbarcazione; no: due imbarcazioni si muovono da opposte direzioni verso una piccola isola montagnosa, uno scoglio impervio nel mezzo del nulla. Sopra e sotto, in acqua e per aria, strane creature con occhi e dita umane osservano, silenti. L’isola, ci viene detto subito, è “maledetta”: questo è il primo mistero che apre Demone dentro, la graphic novel dell’esordiente Mattia Iacono uscita a maggio per i tipi di Tunué.

Si spalanca infatti subito ai nostri occhi uno scenario da “caccia al tesoro”, che vede fronteggiarsi due uomini: un giovane e un uomo più adulto, in una ricerca che coinvolge un fiore bianco, un sentiero impervio fino alla cima e un libro, che il giovane possiede ma che l’uomo conosce già. La situazione, che pare già avviata all’interno di binari noti, quelli del racconto d’avventura, si sposta però presto, con un procedimento cinematografico che procede lungo tutto il volume per ellissi spaziotemporali, in una dimensione sì ancora misteriosa, ma più umana, interiore, emozionale. Con un disegno dal tratto incisivo, suggestivo e accompagnato da poche selezionate parole, Iacono racconta in flashback le delusioni, le amarezze, la scomparsa dell’amore dalla vita dell’uomo, Wantoo. E così per il giovane Ulisse: (due nomi certo significativi, a ben pensarci) intrappolato in una vita monotona che non gli consente di esprimere il proprio vero io, sommerso e incastrato in ricordi lontani, ricatti sentimentali.

Solo ad un certo punto però ci accorgiamo che la voce narrante non è quella dell’autore, ma di un personaggio: un vecchio libraio che passa la vita a vendere libri usati e che, capiamo poi, funge un po’ da deus ex machina della narrazione. Un libraio che è buon osservatore di storie e di oscurità interiori e che usa un libro misterioso quale detonatore di energie nascoste. La caccia al tesoro iniziale finisce così per trasformarsi in una sfida al se stesso più intimo, al demone dentro che accompagna il nostro io, un essere calunniatore, convincente e malvagio. E ancora sull’isola, ancora nel passato, con un montaggio sapiente delle rivelazioni e delle emozioni. E al briciolo di coraggio che però è spesso quello giusto, e necessario, per vincere, in una climax crescente verso il finale.

Colpi di scena, dunque, e due storie che si intrecciano in una trama ben congegnata, breve e profonda al tempo stesso. Splendide nella loro sinteticità evocativa sono alcune tavole che descrivono la quotidianità stranita e triste dei due protagonisti e la lotta tutta umana con se stessi per riuscire un io libero, migliore: veri slanci poetici che, con un sapiente uso del colore, ci consentono di percepire fisicamente l’impatto delle vicende. Finemente psicologico, il disegno racconta la difficoltà di una presa di coscienza, che conduce inevitabilmente ad una discesa dentro di sé e a quei mostri che ci aspettano laggiù.

È inevitabile allora restare catturati da questo mix ben dosato di componenti, che avvincono e appassionano il lettore nell’attesa del finale e allo stesso tempo lavorano come lombrichi: che ci sfiorano, gelidi, e rievocano ricordi. Demone dentro è allo stesso tempo un monito e una parabola, senza dimenticare mai di essere una bella storia: è che a volte i mostri non sono sotto al letto. Il buio, interiore, è il vero nemico: buio che libri come questo aiutano ad esorcizzare.

Mattia Iacono
Demone dentro
Tunué, Latina, 176 pp.

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