«Tutto, signora»

Il primo articolo della rubrica Merce-libro

 
Merce-libro

Maggio è per noi di Ma però un mese importante. È il mese in cui, due anni fa, è iniziato tutto: un’idea semplice e anzi forse un po’ banale che però ci ha portati a capire che la nostra vera passione sono le parole. E, attorno alle parole, abbiamo scoperto non uno ma una miriade di mondi.

Oggi per noi di Ma però è un’altra bella festa: inauguriamo una rubrica che abbiamo progettato per settimane e a cui teniamo moltissimo: Merce-libro, un viaggio fra i librai di tutta Italia che non si rassegnano a tenere per sé la gioia e l’entusiasmo di lavorare a stretto contatto con oggetti dell’anima, teneri o seri, bellissimi.

Dunque, a loro la parola: oggi si parla della libreria Diari di bordo – libri per viaggiare, sita in Borgo Santa Brigida 9 a Parma. Dentro ci lavorano e un po’ ci vivono i nostri primi due librai: Alice Pisu e Antonello Saiz.

Diari di bordo

Descrivici la tua libreria.
Antonello: Diari di bordo è una piccola libreria indipendente nel cuore di Parma, nata dal sogno nel cassetto mio e di Alice di dare vita a un luogo dedicato interamente al tema del viaggio ma non solo. Dove il viaggio fosse anche solo un pretesto per usare il libro e farsi portare lontano con la mente e svagare i pensieri attraverso la scrittura e la letteratura. Una casa del viaggiatore per lettori perché in fondo i libri sono spesso i migliori compagni di viaggio per molti. Prima di partire ci si documenta sulla destinazione scelta e anche dopo, per capire la storia e la cultura del posto. Libri di viaggio, ma anche tanta narrativa dell’editoria indipendente di Qualità con la traduzione di autori, soprattutto africani e asiatici, introvabili altrove. Libri e non solo. Diari di bordo vuole offrire ai propri curiosi lettori anche eventi, presentazioni e persino mostre. Dentro le mura di Borgo Santa Brigida il concetto di viaggio si fa esperienza. Un vero punto d’incontro per gli appassionati esploratori del mondo e della vita, insomma.

Cosa ti piace della libreria? E cosa piace ai lettori?
Antonello: Della libreria mia e di Alice mi piace molto il clima familiare che col tempo si è venuto a creare. I sorrisi di gioia con cui noi accogliamo i clienti/amici e loro entrano da noi. Togliere assieme la polvere dai libri e creare intorno al libro un clima gioioso di festa ogni volta. Ho sempre pensato che le librerie fossero luoghi magici e bellissimi per chi ama la lettura. Ecco io penso che possano diventare una gioia per gli occhi e per lo spirito quando si crea tra librai e lettori una particolare sintonia. Credo che la nostra libreria sia parecchio apprezzata dai lettori proprio per questo spirito familiare e poco formale.

Alice: La nostra libreria è un luogo particolare, insolito, dove può accadere che ci si fermi per ore dopo una presentazione a chiacchierare amabilmente con gli autori, ricevere camelie in regalo da chi ormai è diventata persona amica, ricordare Pier Paolo Pasolini con letture collettive tra parole e musica passando per le parole di Francesco Permunian e finendo in un progetto cinematografico, ricevere una torta per la gratitudine nell’apprezzare il nostro lavoro, o concludere una presentazione con un bimbo in braccio tra applausi e sguardi commossi. Diari di bordo è un luogo in cui anzitutto ci si confronta sui libri con i lettori, su libri scelti singolarmente, uno per uno con grande attenzione e dedizione scovando piccole perle dell’editoria indipendente che spesso non riescono a emergere nei circuiti commerciali. Il filo rosso è quello del viaggio, che è il tema che abbiamo scelto per differenziarci come realtà indipendente, sviluppato dalle guide, alla letteratura, narrativa, poesia, classici, reportages, libri per bambini e illustrazione d’autore. A monte c’è un presupposto fondamentale che ci muove, il rispetto per il lettore, ciò che proponiamo è ciò che noi per primi vorremmo trovare in una libreria indipendente come la nostra, che sappia accogliere e incuriosire e innescare stimoli continui attraverso i libri. Questo è ciò che più mi rende orgogliosa nel vedere ciò che io e Antonello siamo riusciti a fare con la nostra libreria in così poco tempo. E questo è ciò che più colpisce i nostri lettori, trovare un luogo dove si riscopre l’importanza della dimensione umana, lo scambio reciproco tra librai e lettori perché ogni libro è vivo e può generare a distanza di mesi o anni riflessioni diverse a seconda di chi lo legge o quando lo si legge.

«Tutto, signora»

Qual è la storia della tua libreria?
Alice: Diari di bordo nasce da un sogno nel cassetto che all’inizio sembrava impossibile da realizzare, per gli ostacoli burocratici, per l’impiego di risorse fisiche e economiche da parte di chi non ha dietro nessuno che possa finanziare un progetto simile, un progetto che inizialmente poteva sembrare da incoscienti. È nata da un sogno comune e dalla forte determinazione di due persone come me e Antonello, con il supporto fondamentale di chi sin dall’inizio ci ha sostenuto e incoraggiato. Aprire una libreria indipendente in una realtà come Parma, particolarmente attenta ed esigente, che ospita librerie radicate storicamente nel territorio oltre alle grandi catene, è una sfida che mette a dura prova. Per questo è fondamentale partire con un chiaro e preciso progetto culturale di base, anzitutto differenziandosi. Non avrebbe avuto alcun senso aprire l’ennesima libreria generalista, non solo per l’impossibilità di competere con catene editoriali su tre piani e con le altre realtà già presenti da anni in città, ma anche e, soprattutto, perché non si offrirebbe niente di nuovo e di realmente attrattivo per il lettore che, se è davvero tale, è curioso e necessita di essere stimolato con proposte insolite, alternative e di qualità, come lo sono tutti i nostri titoli. Per questo chi entra ai Diari di bordo ha da subito la percezione di trovarsi in un luogo diverso dagli altri, dove non si rincorre necessariamente l’ultima uscita, dove non si trovano libri di calciatori o di soubrettes solo per fare cassa, ma dove si trova invece un libro in edizione limitata che racconta le impressioni di viaggio di navigatori veneti sulla rotta per l’India, le suggestioni vissute da Montesquieu nei suoi primi soggiorni in Italia, la Grecia raccontata da Kavafis, i reportage dai luoghi dell’ex Jugoslavia, le storie di navigazioni e di montagna, i racconti di epici viaggi in bicicletta o del viaggio lento a piedi, le poesie di grandi autori del nostro tempo che raccontano i luoghi, o bellissimi libri di viaggio per l’infanzia o graphic novel che sono testimonianze da luoghi di guerra attraverso lo sguardo di un bambino. Ma anche romanzi che fanno riflettere su temi sociali e su reazioni a volte distaccate su grandi problematiche dei nostri giorni, o grandi libri di fotografia e che si interrogano sulla fotografia, in modo intelligente e non meramente didascalico. Libri che chiamano i lettori e che si fanno leggere anche se sono usciti da qualche anno, un buon libro è tale se riesce a scuotere il lettore e a portarlo a creare collegamenti continui e sempre nuovi con altri libri e altre realtà. Tutto questo e molto altro è racchiuso tra gli scaffali di Diari di bordo.

Ci racconti un po’ della tua vita da libraio? Da dove nasce questa scelta?
Antonello: La mia scelta di vita per i libri è casuale. Dopo studi scientifici mi ritrovo a fare il servizio civile nella Biblioteca di San Giovanni in Persiceto. Fu amore a prima vista per l’oggetto-LIBRO e cambio radicale di vita. Determinante l’incontro con Alice: assieme per diversi anni gestiamo una libreria, poi il coraggio e la grande decisione di fare il passo e investire tutto quello che avevamo messo da parte nei Diari. Un salto nel vuoto e in un periodo di grande crisi economica generalizzato. Tutti a dirci “siete due pazzi”, “chiuderete nel giro di due mesi”… E INVECE SIAMO ANCORA QUI CHE RESISTIAMO.

Alice: Ho passato anni sui libri, prima laureandomi in Lettere a Sassari e poi specializzandomi in Giornalismo e cultura editoriale a Parma, cercando sempre di cavarmela da sola e di arrotondare con lavori di vario genere per mantenermi con gli studi. L’amore per i libri è stato sempre l’elemento dominante della mia vita, sin dall’infanzia, poi la scelta di occuparmi di giornalismo mi ha permesso di sviluppare strumenti in più per approfondire anche da altre prospettive questa attitudine. Ho lavorato in diverse aziende di comunicazione, giornali, ho collaborato per diverse edizioni di un festival jazz ma forse la mia prima scuola è stata l’esperienza radiofonica in una piccola e bellissima realtà indipendente cagliaritana dalla forte vocazione giornalistica. Quell’esperienza mi ha forgiato perché mi ha dato la possibilità di imparare dai grandi giornalisti che ci lavoravano e mi ha permesso di intervistare figure di riferimento come Milena Agus, Paolo Fresu, Chiara Vigo e altri grandi esponenti nel panorama culturale. Dopo anni di lavoro incentrato sul giornalismo e la comunicazione ho sentito che era arrivato il momento di mettermi davvero in gioco e creare qualcosa che realmente mi rappresentasse. In questo è stato fondamentale l’incontro con Antonello, una persona con cui mi sono trovata da subito in grande sintonia e con cui ho condiviso la stessa visione delle cose nella gestione di una libreria. Questo ci ha permesso da subito di definire in modo chiaro l’indirizzo che avremmo poi dato alla nostra libreria. Un percorso che per me ha rappresentato una avventura doppia, perché l’apertura della libreria nel settembre 2014 ha coinciso con l’inizio di una gravidanza che poi ha portato un nuovo lettore tra il pubblico, il piccolo Giaime, che tra le premure di Antonello, le attenzioni di Olga, Anna Maria, Irene, Paolo, Simona, Fiorenza e tanti altri, ha la sua seconda casa in libreria. Antonello ha il pregio di manifestare attraverso le letture il coinvolgimento trasmesso dal libro, per questo abbiamo scelto di presentare i nostri libri nel corso degli eventi seguendo questa formula, tra le mie domande e le sue letture. In tutto questo capita a volte che nel bel mezzo della presentazione mi arrivi in braccio il mio piccolo Giaime preso da un attacco di nostalgia, per poi proseguire la presentazione facendo le mie domande e cullando Giaime per poi ascoltare le letture di Antonello. Per tutto questo Diari di bordo non è un posto come gli altri.

I librai sono anche e soprattutto lettori: quale libro hai sul comodino (e consiglieresti)?
Antonello: È vero, noi siamo librai lettori. Di quelli di una volta. In genere con Alice ci concentriamo molto sulle letture relative alle presentazioni che facciamo in libreria, e ne abbiamo due a settimana. Anche perché generalmente ce le autogestiamo. Alice, oltre a essere una libraia competente e preparata, è una giornalista di lungo corso, nonostante la giovanissima età, per cui spesso cura i dialoghi con gli autori, mentre io mi occupo delle letture ad Alta Voce. Abbiamo una formula ormai rodata per le nostre presentazioni, che è anche il nostro marchio di fabbrica. Per cui sul mio comodino adesso c’è il bellissimo L’odore della polvere da sparo di Attilio Coco che presenteremo il 7 maggio ( e ne approfitto per invitare voi del blog a intervistare l’autore che merita parecchio). Sul comodino ho da finire anche Dove troverete un altro padre come il mio di Rossana Campo, appena acquistato.

Alice: Neve, cane, piede di Claudio Morandini, per l’essenzialità con cui con uno stile asciutto riesce a tenere il lettore avvinghiato alle pagine usando pochissimi personaggi e luoghi desolati. Viaggiatori nel freddo, del collettivo Sparajiurij perché è davvero un modo per sopravvivere all’inverno russo con la letteratura, che sbuca da ogni angolo di questo viaggio compiuto dal protagonista in cui si trova immerso anche il lettore. Ho appena finito di leggere Il posto, di Annie Ernaux, una storia autobiografica dalla forte tensione emotiva che consiglio di leggere e, anche se non si tratta in questo caso di editoria indipendente, un gran libro uscito per Einaudi qualche anno fa, La conservazione metodica del dolore di Ivano Porpora.

E, per finire, qual è la domanda più bizzarra che ti abbiano mai fatto?
Antonello: Tra le domande strane in libreria nessuno mi ha ancora chiesto chi ha scritto la Bibbia, e a mente non mi vengono aneddoti strani. A parte il mio nipotino di 9 anni che quando era più piccino mi chiese se vendevo i libri di Harry Cotter.

Alice: Può sembrare inventata ma giuro che è successo realmente poche settimane fa, al termine di una serata in libreria dedicata ai vini, una sorta di viaggio tra libri e vini che si snodava attraverso la Sardegna, la Basilicata e il Friuli. Al termine, durante una piccola degustazione (e forse questo particolare avrà inciso), una signora in compagnia di suo marito che quella sera era entrata nella nostra libreria per la prima volta mi ha chiesto: “Ma che differenza c’è tra voi e la Feltrinelli? Lo spieghi a mio marito che lui legge molto”. “Tutto, signora”.

Diari di bordo – libri per viaggiare
Borgo Santa Brigida 9, Parma
Oltre all’ampio palinsesto di presentazioni, sempre nuove e varie, che potete trovare qui, la libreria si fa portavoce della bellissima iniziativa del libro sospeso: dalla tradizione napoletana del caffè sospeso, Diari di bordo si associa alla onlus Pane e Vita nella raccolta di libri “sospesi”, da destinare a famiglie indigenti o senza fissa dimora. La raccolta termina il 28 maggio. Passate in libreria!


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