Lettura, varie ed eventuali

Domande & Risposte

di Federica Marelli

Come molte altre persone, quando su Facebook trovo un’immagine o un articolo che mi interessano, risalgo alla pagina iniziale che li ha creati e, se l’argomento di fondo di cui si occupa mi interessa, la pagina stessa merita un “Mi piace”. Così facendo ho accumulato parecchie pagine che “mi piacciono”, soprattutto relative a uno dei miei maggiori interessi: la lettura.
Partendo da questa semplice considerazione ho voluto fare una brevissima indagine del modo in cui è presentata la lettura su uno dei maggiori social network, iniziando proprio da quelle pagine che hanno suscitato il mio interesse. Senza dubbio la lettura è interesse di molti, e intorno al tema in Italia c’è un forte dibattito legato sia al problema dell’analfabetismo funzionale (concetto talmente diffuso da avere anche una pagina su Wikipedia; interessante l’articolo in merito della rivista Wired, a questo link), sia al fatto che nel nostro paese il numero dei cosiddetti “lettori forti” (chi legge almeno un libro al mese) non è particolarmente alto: secondo l’Istat, se il numero di chi ha letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi corrisponde circa al 41,5% della popolazione, sono considerati “forti” il 14,35% degli appartenenti a questa categoria.
Tenendo presenti questi dati, mi sono chiesta: a che tipo di pubblico si rivolgono le pagine Facebook (e ovviamente i relativi siti/blog) che parlano di letteratura? Fanno in qualche modo promozione della lettura attraverso un social media, o considerano la lettura come qualcosa di elitario, che qualifica moralmente come persone superiori e che tale dovrebbe rimanere? E in generale, come presentano la lettura, come un fenomeno di costume (corredato da oggettistica più o meno relativa) o dando maggiore spazio ai contenuti dei testi, con recensioni e altro?
Per esemplificare quello che rischiava di essere un argomento troppo lungo, ho scelto tre pagine che si occupano di libri & letteratura: due italiane e una straniera, ognuna con un approccio diverso al tema.

The Reading Room
Nelle informazioni, la pagina si presenta come una “delle piattaforme sociali relative ai libri in più rapida crescita. È un’esperienza indipendente che aggrega contenuti da tutto il mondo […]. Con milioni di libri e utenti, le persone possono facilmente scoprire, acquistare e discutere delle proprie letture, connettendosi con altri lettori nel mondo […] Tutto ciò che è correlato alla lettura è a vostra disposizione.” Da queste parole sembrerebbe un sito interessante. Tuttavia ha un modo peculiare di presentare il “fenomeno” lettura: nelle varie immagini presentate dalla pagina Facebook, compaiono per lo più immagini ad effetto legate ai libri come oggetti-feticcio o come una sorta di mania, e quasi mai qualcosa che sia effettivamente legato ad un contenuti. I libri: qualcosa che costituisce un hobby (di più: una ragione di vita) per un ristretto numero di persone, che amano l’idea di libro, di un oggetto da possedere ed ostentare per apparire intellettuali. A mio parere tale è l’immagine che emerge da una pagina come questa, dove le recensioni sono minime, ci si compiace di far parte di una comunità di intellettuali chic e non si presta particolare attenzione ai contenuti ma a tutto ciò che ruota attorno all’oggetto-libro, oggetto di design, di vanto, e non di approfondimento, lettura vera e propria. Innumerevoli allora sono le foto di tazze, sciarpe e merchandise vario con citazioni di romanzi, link di quiz sulla lettura, immagini di libri utilizzati in qualunque modo possibile, ma mai effettivamente letti. Emerge il concetto di lettura come status symbol, molto vacuo e privo di legame con le storie dentro ai libri.

Il Libraio
Pagina italiana della rivista mensile Il Libraio, fondata nel 1946 e poi riportata in vita nel 1989. Una pagina con una credibilità molto maggiore della precedente. Nelle informazioni relative si legge: “Sulla nostra pagina potrete trovare informazioni, notizie, quiz, giochi, citazioni e tutto quanto ruota attorno al meraviglioso mondo dei libri. Perché leggere è sempre una scoperta!”. Anche qui un’esplicita dichiarazione d’intenti – oltre alla letteratura, troverete informazioni aggiuntive, qualcosa di accattivante che possa attirare l’attenzione: come se presentare semplici contenuti letterari fosse un azzardo troppo grande, un tentativo troppo estremo e una speculazione complessa riservata a pochi, e che per questo non è commercializzabile.
Nonostante ciò, la pagina è molto ricca di storie, soprattutto legate a librerie e a curiosità da diverse parti del mondo: librerie itineranti, minuscoli paesini in Bretagna con 1 libreria ogni 60 abitanti, giovani imprenditrici italiane che fondano librerie indipendenti, progetti di rilancio della poesia. In mezzo a tutto ciò si trovano immagini del tipo “10 buoni motivi per leggere” e recensioni di classici. In sostanza la pagina è piacevole, ma a mio modesto parere ha lo stesso difetto della scuola italiana: chi è già “bravo” (chi legge tanto) non ha bisogno di pagine simili, e come leggeva prima continuerà a farlo, senza che proposte di questo genere influiscano. Chi invece ha qualche “difficoltà di apprendimento” (quindi chi legge poco) non si sente integrato, è in qualche modo lasciato indietro, non spinto a proseguire, escluso. In sostanza la pagina non riesce a coinvolgere e trascinare davvero chi ne avrebbe bisogno.

I dolori della giovane libraia
Pagina Facebook del blog omonimo, presenta gli articoli che escono su quest’ultimo (e qualche altra immagine relativa alla lettura, ma solo sporadicamente). La pagina e il blog sono corredati da vignette create dall’autrice, che sono molto ironiche e godibili.
Il pregio principale di questa pagina è quello di presentare davvero i contenuti dei libri, con recensioni, elenchi di letture consigliati per un certo argomento, interviste agli scrittori. La promozione della lettura in questo caso passa dal forte umorismo dell’autrice, che coinvolge i lettori con vignette e storie legate alla sua professione, e dalla descrizione sempre puntuale di materiale bibliografico. Anche questo sito, in parte, presenta la lettura come un’attività elitaria, ma auspicando che la situazione possa cambiare.

Lettura, varie ed eventuali

Segnalo anche altre pagine, che per varietà di argomento e ristrettezze di tempi non sono state incluse, insieme a molte altre:

Il club del libro, che presenta discussioni di romanzi, consigli di lettura e aiuti (in modo leggermente amatoriale);
•La pagina del Circolo dei Lettori di Torino, che fa soprattutto promozione alle attività del circolo.

Aspetto i vostri consigli per ampliare la ricerca!


Lascia un commento