D’amore, del rischio di essere felici… e altri demoni

Intervista a Chiara Gamberale

Domande & Risposte

di Elena Fantuzzi

Leggere Chiara Gamberale, immergersi nel suo inconfondibile fiume in piena di parole e sentimenti ha il sapore della spuma di mare, quella che affiora sull’onda del primo, spensierato bagno delle vacanze. Pagina dopo pagina si percepisce quel senso di familiarità che solo una scrittura semplice e onesta può dare. Eppure non fatevi ingannare: se c’è una certa leggerezza di stile – e sia detto in termini positivamente calviniani, per intenderci – , i romanzi di Chiara Gamberale sono tutto fuorché leggeri. Perché, parafrasando un amatissimo passo di La zona cieca (Bompiani 2008), “ci raggiungono proprio lì, dove fa sempre freddo” con precisione chirurgica e finemente (psico)analitica, con quegli interrogativi che tutti inesorabilmente, magari inconsciamente, prima o poi si pongono: se ci si può mettere in salvo dal “rumore irreparabile che fa la gente mentre esiste”, “come si fa a volersi bene senza farsi troppo male”, se in fondo l’amore era meglio quando c’era o se le vite degli altri siano davvero così belle, ma solo perché non sta a noi viverle. Non ci sono risposte né certezze o facili “kit di pronto soccorso emotivo” nei libri della Gamberale, soltanto le domande giuste. E oggi, anzi adesso, qualche domanda proveremo a farla noi.

Adesso, Chiara Gamberale
Dall’11 febbraio è in tutte le librerie il suo ultimo romanzo, Adesso. Nei suoi libri c’è sempre una grande attenzione alla sfera emotiva dei personaggi, ai sentimenti, ma qui lei raccoglie una sfida particolarmente ambiziosa: raccontare un amore (ma non solo), la sua nascita e seguirne l’evoluzione fra testa, corpo e quel “rosso buffone” del cuore. Come è stato confrontarsi con l’essenza di un tale mistero dell’animo umano?

Per prima cosa è stato necessario: stavo lavorando a un altro romanzo, a cui ora ritornerò, ma siccome “Adesso fa tutto da solo” l’urgenza di dare voce alle potenzialità dell’innamoramento mi ha invasa. Dopodiché, ascoltarla e scrivere questo romanzo, è stato assolutamente terapeutico, come sempre. Avevo bisogno non tanto di dare delle risposte alle ansie dei personaggi, ma di mettere a fuoco assieme a loro le domande che ci facciamo quando “la vita tocca a noi”. E ci chiama a cambiare.

Nel celebre L’insostenibile leggerezza dell’essere Milan Kundera scrive: “Il momento in cui nasce l’amore si presenta così: la donna non resiste alla voce che chiama all’aperto la sua anima spaventata; l’uomo non resiste alla donna la cui anima presta orecchio alla sua voce”. Lei, che molto ha scritto di amore (valga per tutti lo scambio epistolare dei due ex amanti di L’amore quando c’era), è d’accordo?

In effetti è proprio quello che succede a Lidia e a Pietro, i miei protagonisti…Kundera è davvero uno scrittore eterno.

Con Adesso assistiamo al gradito ritorno di Lidia Frezzani, personaggio già noto e amato dai suoi lettori. Ex conduttrice radiofonica di Sentimentalisti Anonimi, è ora presentatrice del programma televisivo Tutte le famiglie felici. Lei ha offerto stupendi ritratti di famiglie nei suoi romanzi: dai Lunare di Arrivano i pagliacci alla grande, atipica famiglia composta dai vari condomini di via Grotta Perfetta 315 che, in Le luci nelle case degli altri, adotta la piccola orfana Mandorla. Le famiglie felici (“tutte uguali a se stesse”, per dirla con Tolstoj) esistono davvero, dentro e fuori dai libri?

Io credo nello sforzo degli esseri umani di trovare un compromesso fra la loro ansia di ricerca e il loro bisogno di casa. Se c’è sincerità in questo sforzo, e la sincerità è di ogni membro di una coppia o di una famiglia, allora sì. Quella coppia e quella famiglia forse possono correre il rischio di essere felici.

I nostri unici maestri sono proprio il dolore e la felicità”: così dice Lidia durante una discussione con Pietro, il nuovo compagno. Cosa ci insegna il dolore e cosa la felicità, secondo lei?

Ci insegnano a rimanere aperti. Alla vita, agli incontri, al cambiamento. La loro nemica è la stessa: è la paura.

Sempre Lidia, sempre da Adesso: “Il solo vero motivo di forza di qualsiasi essere umano è prendere atto della sua fragilità”, della propria imperfezione. Questa presa di coscienza mi sembra il vero messaggio implicito e fil rouge dei suoi romanzi, dagli esordi sino al percorso di Per dieci minuti. Possiamo dire che è proprio questo che permette, fuori e dentro dai libri, una personale catarsi?

Sì, possiamo dirlo. Ed è il lasciapassare per qualsiasi nostro Adesso.
 

Ringraziamo infinitamente Chiara Gamberale ed Elisa del Mese: per i libri, le pagine, i moti del cuore, la disponibilità e la cortesia. Grazie per il lavoro che fate.

NOTA BIBLIOGRAFICA
Una vita sottile, Venezia, Marsilio, 1999.
Color lucciola, Venezia, Marsilio 1999.
Arrivano i pagliacci, Milano, Bompiani, 2002.
La zona cieca, Milano, Bompiani, 2008.
Una passione sinistra, Milano, Bompiani, 2009.
Le luci nelle case degli altri, Milano, Mondadori, 2010.
L’amore quando c’era, Milano, Mondadori, 2012.
Quattro etti d’amore, grazie, Milano, Mondadori, 2013.
Per dieci minuti, Milano, Feltrinelli, 2013.
Avrò cura di te, Longanesi, Milano, 2014.
Adesso, Milano, Feltrinelli, 2016.

 

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