Yves Bonnefoy, Amour et Psyché encore

Poesia

di Linda Taietti

Elle va, et un soir c’est à nouveau le grand château étagé sur la mer, Psiche che avanza nel buio, sostenuta soltanto dal suono di giuramenti in attesa, generati – crede – dalla paura di ciò che si sarebbe senz’essere più ciechi. La paura di vedere ad occhi aperti. Deux tours, leurs yeux fermés, le ciel, la terre sono i limiti spaziali che proteggono Psiche e Amore. Circondano la solitudine e sono la loro salvezza, perché non si perdano nella realtà del tempo volvente e la debolezza che li potrebbe estinguere viva nell’orizzonte. Così, sebbene l’aria, invernale e densa, splenda e le voci, di fuori, chiamino, non rispondono e restano à dormir nus dans le bras l’un de l’autre, la pelle acqua letea. Ma dimenticare, tenere gli occhi chiusi è un dovere a cui Psiche non può adempiere: vuole attraversare i pensieri di colui al quale ha donato i suoi. Ah, infelice, Ah, pénitente, tu te penches sur lui! Tes doigts se posent sur ses paupières closes. Psiche, devi conoscere per credere ed abbandonare l’immaginazione all’incertezza di una condivisione premeditata. E poi, quando scegli di guardare il corpo di Amore alla luce balbettante d’una candela, tu comprendi il tuo errare, tu comprends que nuit et mort ne furent que ton rêve e che con i tuoi passi incerti hai calpestato giorni di luce. Corri e inciampi e cadi e cerchi di rialzarti chambre après chambre et lui dans la dernière, ma non vuoi guardarlo ancora, no, non vuoi parlare, continui a muovere le tue gambe stanche. Amore ti raggiunge e legge i tuoi occhi aperti et le doute qui cesse è una promessa perché tu non te ne vada e ti fermi, stabile, fra il cielo e la terra di cui fai parte. C’est comme si, de ton errance aux pieds ensanglantés tu avais recousu l’irréparable. È come se tutti quegli anni sbagliati scomparissero, è come se i volti passati si allontanassero senza che tu li tema, è come se i tuoi pensieri e le tue parole non pesassero troppo. Io, che sono Amore e non ho occhi, che conosco la tua bellezza e riesco a respirare nelle tenebre, ti chiedo di non pensare e di accettare l’istante. E tu, Psiche, che di pensieri vivi e non riesci a negarti di fronte al mare, ti affidi a lui, chiudendo i tuoi occhi nuovamente. Et ta vie enfouit son front sur cette épaule, et qu’importe s’il est trop tard et si tu meurs.

Yves Bonnefoy, Amour et Psyché encore

Nota

Le frasi scritte in corsivo sono tratte dalla poesia di Yves Bonnefoy intitolata Amour et Psyché encore, contenuta nella raccolta L’ora presente, Milano, Mondadori, 2013, p. 84.


 

Lascia un commento