«L’ARTE SBARRIERATA»: diversamente cultura

di Silvia Lisena

Ma però (9)

L'arte sbarrierata
Che cosa vi viene in mente se dico «disabilità»?
Magari espressioni come «legge 104», «assistenza», «pensione di invalidità», «barriere
architettoniche». Dunque, è solo questo? Il mondo della disabilità è riducibile a questioni di carattere legislativo, pratico e burocratico? Risposta: no. Non è solo questo, non deve essere solo questo. C’è molto altro, qualcosa su cui lo sguardo delle persone e dei media non si è soffermato. E in questo «altro» è compresa l’arte in tutte le sue forme: danza, teatro, cinema, televisione, libri, musica, fotografia e via dicendo.
L’arte che, con i suoi variegati linguaggi, comunica emozioni, sentimenti, storie; appassiona, commuove, indigna, fa riflettere, unisce. L’arte trasporta lo spettatore sopra un palcoscenico, dentro lo schermo di un televisore, all’interno di una canzone, tra le parole di un libro, regalandogli un’esperienza che difficilmente dimenticherà.
Talvolta osa dipingere la disabilità, spogliandola di quel vestito superficiale che comunemente le si fa indossare, su cui  è cucita l’immagine del disabile sofferentedepresso, in una situazione di costante frustrazione e rabbia verso la realtà che lo circonda. L’arte ritrae il disabile in quanto persona, ora ironizzando sulla sua condizione e sugli stereotipi spesso diffusi, ora inserendola sullo stesso piano di chi non vive quella  situazione.10404384_398909696914708_5771762193373194373_n Riesce, così, a rompere ogni barriera, prendendo la disabilità e catapultandola nel vortice di magia e di armonia che la caratterizza. È con tali premesse che ho ideato e curato il progetto «L’arte sbarrierata», che il Festival della Letteratura di Milano presenterà il prossimo 5 giugno dalle ore 10 alle ore 19.15 presso l’Ex Fornace di via Gola, Alzaia Naviglio Pavese 16. Attraverso vari dibattiti e interventi con ospiti come Antonella Ferrari (attrice e ambasciatrice dell’AISM), Claudio Arrigoni (giornalista collaboratore del blog Invisibili del Corriere della Sera online), Paola Banone (direttrice artistica del Festival Internazionale Dreamtime: danza senza limiti) ed altri, la presentazione di libri e di una mostra fotografica curata da Franco Covi, si mostreranno i molteplici, multiformi e bellissimi modi in cui la disabilità è rappresentata nell’arte.
1962649_371352773003734_1426020977_nIl tutto inserito nel contesto del Festival Letteratura, manifestazione no-profit nata nel 2012 da un’idea di alcuni piccoli editori e scrittori:un evento innovativo perché, infatti, è il primo festival letterario nato a Milano dal basso, dal diretto intervento di lettori e piccoli editori. La letteratura, sebbene il nome possa ingannare, non è l’unico argomento, bensì ci si occuperà anche di arte, cultura, musica, politica, sociale e molto altro ancora.
L’idea del progetto «L’arte sbarrierata» è nata proprio dall’ostinato desiderio di voler abbattere tutto ciò che finora si è detto,  visto e si è fatto vedere riguardo la disabilità; per dimostrare che essa è altro e per porlo davanti agli occhi di quell’«altro». Da un paio di anni avevo in mente questo pensiero, e sarò per sempre debitrice al Festival per avermi permesso di concretizzarlo: ho scelto il giorno, ho contattato gli ospiti, ho definito il programma, ho preso accordi riguardo le questioni logistiche, mi sono adoperata per trovare i media partner. Non dico che è stato facile, perché si trattava comunque di una sorta di lavoro e, come tutti i lavori, richiedeva impegno e concentrazione: senza contare, inoltre, che nel frattempo dovevo preparare gli esami universitari.

Ma alla fine eccoci qui: ho superato la prima parte della sfida  (il risultato degli esami è stato molto soddisfacente) e ora mi aspetta la seconda. Tra poco, dopo aver definito gli ultimi dettagli, si andrà in scena. E il 5 giugno salirò su quel palco immaginario, parlerò al pubblico e farò parlare gli altri ospiti che condivideranno, quel giorno, le mie stesse emozioni. Sarà come uno spettacolo teatrale, ma con un’unica differenza: non si tratta di una recita, ma della vita reale, della nostra vita, e il ricordo che speriamo di lasciare a chi vorrà venire non dipenderà dalle nostre capacità attoriali, bensì soltanto da noi, dalla bellezza della nostra individualità.

 

Maggiori informazioni: http://www.festivaletteraturamilano.it/ oppure  “L’arte sbarrierata” su Facebook.


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