Un mito durato cinquant’anni

di Lavinia Alberti

TEatro

Era il lontano 28 giugno 1965.
Esattamente mezzo secolo fa nasceva la band destinata a diventare una delle più popolari al mondo: quella dei Beatles. Il gruppo nasce tecnicamente nel ‘62, ma nel giro di tre anni sarebbero stati conosciuti in tutto il mondo. E dopo un lungo tour in varie parti d’Europa, passando da Amburgo a Stoccolma (arrivando poi fino alla città australiana di Melbourne), i ragazzi di Liverpool in quei giorni approdarono in Italia lanciando il loro primo singolo, Love Me Do. I favolosi quattro, ‎John Lennon, ‎George Harrison, ‎Paul Mcartney e Ringo Starr, proprio tra il 24 e il 28 giugno suonarono davanti a migliaia di persone al Velodromo Vigorelli di Milano. Non sapevano ancora che quel primo disco, attirando le ragazzine e i giovani dell’epoca, sarebbe entrato nella storia del rock.

Beatles Milano

I Beatles a Milano nel 1965

I primi passi della band nel mondo musicale del rock e nell’Inghilterra degli anni ’60 non furono eccessivamente fortunati, anzi: a dire il vero, tutt’altro. I locali pensavano che si trattasse solo di uno dei tanti gruppi dell’epoca. Inizialmente il quartetto rock si esibì nei locali notturni di Liverpool, e in particolare in un locale della Mathew Street, il Cavern Club, e nei dintorni della città attirando qualche decina di persone; con la loro grinta e disinvoltura sul palco pian piano i Beatles però cominciarono a riscontrare sempre più successo, grazie anche all’orecchiabilità delle loro canzoni, a uno stile sempre più coinvolgente e seducente e al loro look da ragazzi “alla moda”.

Come ogni gruppo determinato e di talento tuttavia ci vollero anni prima che diventassero quello che rappresentano oggi.
Il loro primo successo fu dovuto anche al fatto che durante le loro esibizioni non avevano in mente una scaletta, un numero preciso di canzoni da suonare, un ordine con cui eseguire il loro repertorio. Durante ogni concerto, tra un brano e un altro, la band era solita fare delle battute di spirito improvvisate sulla base di ciò che accadeva intorno a loro: fu proprio questo elemento di imprevedibilità ad attirare la gente e a trascinare le folle. Cifra costante dei Beatles era il loro carattere ironico e, come già detto, l’imprevedibilità: tant’è vero che spesso cambiavano le parole e gli accordi a loro piacimento. Ciò da cui fu colpito il pubblico fu anche la straordinaria capacità di Paul alla chitarra, la sua memoria (dato che ricordava alla perfezione i testi delle canzoni che eseguiva). Il loro punto di forza era il ritornello, una linea melodica semplice e piacevole, (fatto di basso, batteria e due chitarre); nella loro band non c’era una gerarchia, proprio perché tutti e quattro i componenti del gruppo sapevano cantare. Altro elemento che caratterizzava i Beatles era il fatto che erano giovani che sapevano comunicare con le loro espressioni e la loro gestualità una vitalità ed energia in grado di trascinare emotivamente. In seguito, con le apparizioni televisive negli show musicali e grazie alla loro immagine innovativa, alla pettinatura, ai vestiti, i Beatles conquistarono un vasto seguito tra gli adolescenti inglesi e non solo. Nel giro di poco tempo richiamarono un vasto pubblico formato in gran parte da frenetiche ed entusiaste ammiratrici.

Beatles

Man mano che passavano gli anni il successo dei Fab Four diventò sempre maggiore. Riuscirono a coinvolgere tutti, indistintamente, non solo l’elite inglese o anglofona; grazie alla loro musica martellante, al loro nuovo aspetto estetico, originale per quei tempi, divennero dei veri e propri idoli del genere musicale e delle icone destinate a rimanere impresse nelle menti e nelle vite di tutti, non solo nella generazione che ai tempi era poco più che adolescente. L’aura che circondava queste icone fece nascere una vera e propria “Beatlemania”, il cui acme durò dieci anni, dal ’60 al ’70.

Il fenomeno dei Beatles fu nel giro di poco tempo al centro delle attenzioni mediatiche, colpendo indistintamente giovani e meno giovani, addetti ai lavori e non. A proposito di ciò William Mann, giornalista del Times così commentò il loro successo:

«I compositori inglesi più straordinari del 1963 sono, a tutti gli effetti, John Lennon e Paul McCartney [… ] le settime maggiori e le none si integrano così bene nelle loro canzoni da far pensare che armonia e melodia nascano insieme»

I Beatles hanno rappresentato dunque non solo un punto di riferimento musicale per le generazioni del passato e attuali, ma un punto di riferimento in senso lato, avendo influenzato anche abitudini, look e comportamenti.
Chi avrebbe mai immaginato che quelli sarebbero stati giorni decisivi per il successo dei Beatles e che avrebbero cambiato le loro vite. Ancora oggi essi rappresentano una leggenda, un mito, il cui repertorio è destinato ad essere ascoltato per almeno altri cinquant’anni.


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