Un’ondata British a Milano: Noel Gallagher’s High Flying Birds in concerto

di Ivano Segheloni

Ma però (4)

Cari lettori di Ma però, benvenuti ad un’altro appuntamento con la buona musica, raccontata e vissuta in prima persona direttamente dai concerti live. Nell’articolo precedente vi avevamo parlato di Ed Sheeran e del suo concerto al Forum di Assago dello scorso 27 Gennaio; anche oggi rimaniamo in terra britannica, cercando di scoprire però quella parte della musica inglese che è più sfacciata, irriverente, carismatica e senza peli sulla lingua: quella che ha sicuramente in Noel Gallagher uno dei massimi esponenti.

Se qualcuno non conoscesse il personaggio in questione, vi rinfresco un po’ la mente.
Avete presente gli Oasis? Uno dei gruppi, se non il gruppo, che hanno segnato negli anni ’90 la rinascita e lo sviluppo di quel genere musicale che sta sotto il nome di Britpop? Ecco, Noel Gallagher, insieme al suo fratellino Liam, è il fautore di tutto questo. Sicuramente ora saprete anche che per nostra sfortuna gli Oasis si sono ormai sciolti da tempo, gettando in sconforto milioni di fan (compreso il sottoscritto), che sperano un giorno i due fratelli si possano riappacificare e riformare la band che ci ha dato tante soddisfazioni. Ma questo per il momento, e nemmeno credo per il futuro, non accadrà: non ci rimane quindi che vivere nella piacevole nostalgia del glorioso passato.

Ma la mente degli Oasis, Noel, non ha per niente appeso le scarpe al chiodo, anzi! È più vivo e in forma che mai, e con la sua nuova formazione musicale, gli High Flying Birds, nata nel 2010, ci sta regalando della nuova e ottima musica, nulla di riciclato o già sentito in precedenza. Ovviamente alcune influenze e sonorità “oasisiane” rimangono anche qui, ma Noel aggiunge ora nuove idee, suoni, ritmi, dando più spazio anche al rock e all’elettronica, che danno in definitiva quel tocco in più, discostandosi dalla precedente band e avvicinandosi di più ai giorni nostri.

Noel Gallagher e la sua band hanno già all’attivo due album che hanno trovato pareri favorevoli nella critica; hanno sfornato singoli di successo che girano con piacere in radio e in TV; i loro concerti sono pieni di date e spesso fanno sold out: insomma, Noel è riuscito a tenere a bada le malelingue che dopo la rottura con gli Oasis lo davano per finito, senza stimoli e idee, al contrario sorprendendo molti.
Il loro ultimo lavoro, Chasing yesterday, uscito lo scorso 3 marzo, ha già venduto moltissime copie e i singoli usciti tratti dall’album, quali In The heat of the moment e la recentissima Ballad of the mighty I, sono già entrati nelle orecchie di tutti e sono diventati in pochissimo tempo successi radiofonici non da poco.

Noi di Ma però siamo voluti andare a toccare con mano se questo successo inatteso e insperato da molti sia davvero reale e meritato: e cosa c’è di meglio se non assistere dal vivo, a due passi dal palco, il loro concerto avvenuto il 14 marzo al Fabrique di Milano!

Prima di iniziare ad entrare nel dettaglio del concerto però voglio spendere due parole su questa nuova location milanese adibita ad eventi e concerti. Il Fabrique, nato poco tempo fa in una zona periferica ad est di Milano, è diventato fin da subito tra i principali e ricercati per la scelta di concerti ed eventi. Infatti, oltre alla sua grossa capienza (il secondo per grandezza dopo il Forum di Assago), consta di un’ottima struttura moderna tale da tener testa ad importanti luoghi italiani ed europei “dove far musica”. Non a caso, molti artisti, di fama internazionale e non solo, scelgono proprio il Fabrique come punto di riferimento per i loro concerti.

Ma torniamo nello specifico all’evento che ci sta a cuore in questo articolo: il Live di Noel Gallagher’s High Flying Birds. Appena entrati ci si accorge fin da subito che sarà un sold out assicurato e che si respira aria british. Tra il pubblico infatti ci sono molti inglesi venuti dall’Inghilterra con la loro solita carica ed euforia (data anche dalla birra che scorrerà a fiumi per tutta la durata del concerto). Anche noi aspettiamo in prima fila l’entrata di Noel e della sua band con un drink in mano, immergendoci a pieno nel clima allegro ed amichevole che si è creato nell’attesa. E alle 21 in punto, ecco che il palco si riempie: Noel al centro con la sua chitarra ruba subito la scena, e intorno i musicisti che lo accompagnano: chitarra elettrica, basso, batteria, tastiera, e nulla più. Pochi fronzoli insomma, si parte. La scaletta predilige ovviamente i brani tratti dal loro ultimo album, brani che conquistano e convincono subito l’orecchio dell’ascoltatore per il loro sound cattivo e potente, che non può far altro che entrarti nelle vene e far venire una voglia matta di cantare a squarciagola e muoverti a ritmo di musica. E Noel sempre lì, ritto e impassibile davanti al suo microfono durante ogni pezzo con la sua aria imperturbabile e sfacciata, che tira fuori una voce mica da ridere, tenendo incollati alla performance gli occhi e le orecchie del pubblico per tutta l’ora e mezza di concerto.

Ma non c’è solo questo, c’è tempo anche per momenti di musica meno aggressivi e piu delicati, nostalgici, che richiamano i cari vecchi Oasis. E il pubblico non aspettava altro se non rivivere quei momenti riascoltando e cantando come se non ci fosse un domani alcuni brani che hanno fatto la storia della band, come Don’t look back in anger, Fade away, Champagne supernova e The masterplan, magistralmente eseguiti da Noel, che in quei momenti sa di aver fatto la gioia dei presenti.
Un pubblico che a tratti interagisce con lo stesso Noel, che, da vero inglese, scherza e gioca con battute irriverenti e sarcastiche, mettendo in luce così anche un altro lato del suo carattere, che a detta di molti risulta invece antipatico e menefreghista.

Insomma, il concerto fila via che è un piacere, anzi forse troppo (d’altronde si sa, quando le cose sono belle il tempo vola), ma ciò che conta è che alla fine tutti sono soddisfatti ed entusiasti di aver assistito ad un ottimo momento di musica, e al giorno d’oggi non è poi così facile, e di aver visto e constatato insieme a noi che Noel è ancora in gran forma: la sua carriera da solista è solo all’inizio di un percorso che sono certo ci regalerà ancora tanto.


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