Irina Lankova: virtuosa del piano

di Lavinia Alberti

Ma però (4)

Considerata dai più celebri artisti contemporanei uno straordinario talento del piano, dotata di grande passione e vitalità, Irina Lankova ha sempre dimostrato un grande amore per il suo strumento prediligendo soprattutto, come si deduce dal repertorio da lei eseguito, autori classici, specie romantici e tardo-romantici.

Classe 1977, Irina vanta una straordinaria carriera artistica a livello internazionale. Nata in Russia, si forma prima a Mosca con Irina Temchenko, Irina Naumova e Lev Naumov, laureandosi con il massimo dei voti nella famosa Scuola di Musica Gnessin di Mosca. In passato si è esibita come solista in molte orchestre tra cui con la Moscow Chamber Orchestra, la Nijnij Novgorod Philharmonic e la Novosibirsk Symphony Orchestra.

Pur essendo abbastanza giovane, e dunque con relativamente poca esperienza, la pianista vanta innumerevoli produzioni discografiche: a ventisette anni incide il suo primo disco Rachmaninov e Liszt (eseguendo nello specifico: il Preludio di Rachmaninov Op.23, la Rapsodia di Liszt No.2), due anni dopo esegue invece Scriabin – dal romantico a Mystic (Sonates No.2 e No.9, Pieces Op.32, Op.57); negli anni a seguire, si cimenta anche nel repertorio chopeniano, mostrando così la sua capacità tecnica e il suo virtuosismo col CD Chopin (Sonata No.3, Ballade No.1, Scherzo No.2, Nocturnes), una produzione interamente dedicata ai più celebri brani del compositore romantico.

In questi ultimi anni, non sono mancati poi gli omaggi ad altri compositori del periodo romantico tra cui Schumann e Schubert (con il disco Schubert the Journey).

Si tratta in tutti questi casi di produzioni che hanno ricevuto dalla critica giudizi positivi a livello internazionale.

Nella maggior parte dei casi, Irina Lankova interpreta brani di repertorio romantico, si pensi agli autori citati poc’anzi (Chopin, Schubert, Liszt, ma anche a Schumann), e ciò non è affatto un caso; probabilmente la pianista, proprio per il suo tocco leggero e penetrante al contempo, ne è l’interprete più adatta. Lo spettatore che si reca a un suo concerto, infatti, riconosce subito il suo tratto peculiare: la capacità di colpire con delicatezza l’animo dell’ascoltatore, di farlo commuovere e sorridere, muovendo e intrecciando con armonia e disinvoltura quelle dita tra i tasti bianchi e neri, i cui colori sembrano quasi sparire, lasciando il fruitore solo col suo unico sentimento: il senso di leggerezza e pace con se stesso, in armonia col cosmo.

Solo da pochi anni – proprio perché è da poco tempo che ha acquisito una fama internazionale – la pianista si esibisce ogni anno in varie città dell’Inghilterra e del Belgio, collaborando con Nicolas Delvaux e con la RTBF nella produzione di musica per film e documentari sulla famiglia reale belga.

A lei si deve inoltre, nella Stagione Concertistica 2013-2014, la nuova versione degli ultimi lavori di Schubert per pianoforte (Indesens, Parigi) e un recital di debutto di grande successo alla Salle Gaveau sempre a Parigi. In questa Stagione Concertistica 2014-2015, invece, Irina Lankova ha presentato diversi nuovi progetti multimediali come Infinity e il progetto Goldberg Mirrors, mostrando così il legame esistente tra musica e video.

Da pochi mesi ha inciso invece un nuovo CD, Caprice, con la violinista Tatiana Samouil, uscito il 30 gennaio 2015 alla Salle Gaveau di Parigi, confermandosi ancora una volta un talento dotato di grande passionalità, con uno stile elegante e leggiadro.

Nonostante la sua carriera sia cominciata da pochi anni, la Lankova ha suonato come solista in molte orchestre di città Europee. Dopo aver suonato a Palermo in occasione del Palermo Classica Festival il 14 febbraio, Irina Lankova sarà a Bruxelles il 25 aprile per il Concert at Cercle Gaulois e il 3 maggio a Mosca per l’International Music Festival in Yaroslavl.
La musica, come si può ben capire dalle sue performances, dall’ardore ed entusiasmo che mette nelle sue esecuzioni, è per la Lankova un’intera vita, la sua seconda anima, per così dire. Le sue recenti parole ne sono infatti una conferma:

«Per me la musica classica è la migliore arte capace di creare il mistero del tempo; la durata della musica è fugace, ma la sua esistenza è eterna, come l’eternità di un momento e l’istanza di una vita, perché è una gioia per la mente, un rifugio per l’anima e una consolazione per il cuore.
Si tratta di pura bellezza. Si tratta di spiritualità. Si tratta di sensualità. Si tratta di ogni tipo di emozioni. Si tratta di umorismo. Si tratta di fantasia. Si tratta di sogni.
Mi vedo come un medium tra il pubblico e il compositore, un medium tra noi e l’infinito.»

A proposito dell’arte e della sua capacità catartica, la pianista cita poi la famosa frase di Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo”, dicendo:

«Credo che il nostro compito sia proprio essere interpreti di questo messaggio; ognuno di noi sta facendo del suo meglio. Come pianista non posso cambiare il mondo, posso portare solo qualche bellezza in esso – la bellezza della musica che mi fa sentire viva- è la stessa che aiuta gli altri a sopravvivere. Questa è la mia fede come artista».

Con Irina Lankova, dunque, siamo di fronte ad un’artista la cui arte vuole essere non solo un modo per far appassionare il suo pubblico, facendolo entrare nella magia dell’armonia musicale, ma anche un modo per dare un messaggio di speranza ai suoi ascoltatori: infatti, è grazie all’arte che si coglie la vera essenza delle cose. Potremmo paragonare l’arte pianistica della Lankova (e con essa l’arte in generale) alla poesia: in entrambi i casi, infatti, la voglia di comunicare qualcosa (rispettivamente al pubblico e ai lettori), scaturisce da un sentimento e da un bisogno interiore, liberando così quella voglia irrefrenabile di esprimersi, nel caso specifico, tramite le note.

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