Un piccolo gioiello dove il tempo si ferma

di Mara Giacalone

Ma però (8)

“Godi, Fiorenza, poi che se’ sì grande
Che per mare e per terra batti l’ali
E per lo ‘nferno tuo nome si spande”

 

Firenze, uno nome circondato da mille e più immagini. Una meta obbligata per chi passa dalla Toscana, specialmente per noi italiani che fin da piccoli cresciamo con il culto di questa città e, soprattutto, del suo simbolo, Dante Alighieri. Eppure mi sembra particolarmente riduttivo, oltre che scontato, fare questa associazione di idee, come se tutto ciò che ha da offrire questo “piccolo” gioiello, fosse il nostro buon vecchio Dante…

Era da tanto che desideravo andare a Firenze e ammetto che la lettura di Inferno di Dan Brown ha incrementato la mia curiosità: immersa nella lettura, mi vedevo correre per le vie di quella città tanto sognata, simbolo dell’arte, della letteratura, capitale della cultura con le sue opere.

Ammetto di non essere pienamente soddisfatta della mia visita, meramente “turistica”: quando visito un posto preferisco vagare e perdermi tra le viuzze, ma questa volta era impossibile. La prima volta a Firenze obbliga a determinate tappe. Una volta usciti dalla stazione, si raggiunge facilmente la stupenda Santa Maria del Fiore, nonché Duomo della città e quinta chiesa per grandezza a livello mondiale, con il battistero di San Giovanni, famoso soprattutto per la Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti, opera dal valore artistico immenso! Il bianco e il verde del marmo straniscono in un primo momento, ma chi ha visto un po’ di Toscana sa che si tratta di una combinazione di colori molto usata e che, specialmente il bianco, infonde un senso di calma e splendore.

Un piccolo gioiello dove il tempo si ferma

Ci spostiamo leggermente verso uno degli altri “must” fiorentini, Piazza della Signoria con annesso Palazzo Vecchio, oggi sede del Comune ma precedentemente, quando Firenze era capitale, del Parlamento Italiano: dentro ci aspettano opere di Buonarroti, Vasari e Donatello. Accanto troviamo anche gli Uffizi, sui quali non mi soffermo: l’unica cosa possibile è prendere e andare! Da questa piazza ci sono molte strade che potete prendere, e io ho deciso di visitare i luoghi danteschi (perdonate le debolezze di un’amante della letteratura italiana) andando a vedere la chiesetta dove l’Alighieri vide per la prima volta Beatrice e la casa dove visse, che oggi ospita un museo, più dedicato alla Firenze dei tempi del poeta che alle sue opere, ma comunque ben fatto e interessante. Torniamo dunque verso Piazza della Signoria e stavolta ci dirigiamo verso il Lungarno e Ponte Vecchio: un piccolo gioiello. Cercando di non essere travolta dalla folla supero questo angolo pittoresco che sembra uscito da una cartolina per dirigermi verso Palazzo Pitti e l’adiacente giardino di Boboli. Forse l’inverno non è la stagione migliore per visitarlo, ma ne vale la pena.

E ancora in centro verso il quartiere di San Lorenzo, dove si trova la basilica omonima e il mercato. Una chiesa particolare, che definirei “rustica” per il suo aspetto esteriore molto ruvido e privo di fronzoli architettonici; il mercato invece è d’obbligo e vi perderete tra le borse in pelle fiorentina dai mille colori… Unico appunto, occhio ai prezzi!

Concludo il tour decidendo di vagare alla ricerca di bancarelle di libri usati, ma sbaglio giorno con il risultato che non trovo nulla, tranne lo spaccio della Lindt che consiglio caldamente a tutti, perché, dopo un tour della città, un po’ di cioccolato fa sempre bene!
E infine: non dimenticatevi di andare a trovare il cinghiale situato vicino alla loggia del Mercato Nuovo: se gli toccate il naso, vi porterà fortuna!

Di cose da fare e da vedere in un posto magico come Firenze ce ne sono fin troppe, ma non incorrete nell’errore di cercare di vedere tutto nel minor tempo possibile: Firenze è una di quelle città che va capita, amata e cullata, che vi rimane dentro, dove il tempo si è fermato e le strade, gli scorci medioevali, vi riporteranno indietro…lontano…


Lascia un commento