Boldini, Parisien d’Italie

di Linda Taietti

Ma però (5)

Se si cammina per il cortile d’accesso alla GAM Manzoni e s’oltrepassa la soglia, non ci si trova soltanto nel cuore di una Milano punta dal sole di tardo autunno.
Si ha la possibilità d’essere altrove, in una Parigi che non esiste, che si è puramente immaginata.

S’è scritto molto di Giovanni Boldini (1842-1931), fra i più degni rappresentanti della pittura italiana a cavallo di XIX e XX secolo e riconosciuto a livello internazionale; ricca è stata la sua produzione, della quale i curatori Enzo Savoia e Luigi Maspes hanno scelto quaranta opere provenienti da collezioni private italiane, alcune mai consegnate agli sguardi del vasto pubblico.
Il primo incontro con le creazioni di questo italiano attivo in terra francese è l’acquerello, leggerezza che s’inerpica sinuosa sul colore e fugge con grazia al limitare della composizione.

Accesi di vita i volti femminili in bilico fra ingenuità e malizia, colti in una quotidianità raffinata tipica della belle époque. Sono i ritratti di donne ad affermarsi nella rassegna, accattivanti, maliziose, ingenue, sognanti, malinconiche, disinibite, fermate nella fuga da pennellate rapide e schiette, attraverso punti di vista più o meno studiati, sicuramente capaci di contenere la singolarità di ogni pensiero.

Lo stile inconfondibile di Boldini si riconosce anche nelle vedute di Venezia, ma soprattutto nella Cattedrale di Bordeaux con figure in movimento, interessante e avanguardista connubio di velocità e deformazione dello spazio.

La bellezza è nel pensiero lieve, negli occhi sorpresi ma coscienti, nel giorno colto attraverso l’attenzione ad un dettaglio noncurante che impedisce il predominio della abitudine, nel passo cauto e saldo, negli interni di case d’altre epoche, in cui non si è stati mai accolti, ma a cui si è certi di appartenere, sebbene se ne abbia avuto esperienza solo attraverso immagini. È anche nei volti di nobili sicure ed indolenti, nelle speranze e nelle preoccupazioni di giovani borghesi, nella spensieratezza di un’attrice, nel riso di ragazze meno altolocate.
Ed è anche nelle mani, nei loro diversi gesti ed intrecci, filiformi, ad allungarsi nell’indefinitezza, quasi a proiettare la figura a cui appartengono oltre la corporeità, al di là delle dimensioni stabilite, sfidando il confine e l’incertezza di un’epoca in cui il futuro racchiude in sé la potenza e il timore di un volo.

Milano // fino al 18 gennaio 2015
BOLDINI. Parisien d’Italie
GAMManzoni, via A. Manzoni, 45
Da martedì alla domenica 10-13 e 15-19 (ultimo accesso 18:30); ingresso: 6 euro
Tel. e fax: 02.62695107; info@gammanzoni.com – www.gammanzoni.com


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