Le voci di dentro al Piccolo Teatro

di Sara Ghielmi

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Commedia di Eduardo de Filippo del 1948, Le voci di dentro è in scena fino al 7 dicembre al Teatro Strehler di Milano per la regia di Toni Servillo, interprete lui stesso del protagonista Alberto Saporito e affiancato dal fratello Peppe e da un compagnia di attori in gran parte napoletani.
Attoniti e quasi senza fiato per l’intero spettacolo assistiamo ad uno sfilare di parenti che si accusano vicendevolmente di un assassinio: il marito sospetta della moglie, la quale a sua volta diffida del coniuge, la zia è convinta della colpevolezza del nipote e si dichiara disposta a sacrificarsi per lui, se non che quest’ultimo suppone sia lei la colpevole. Motore dell’azione è la denuncia ai carabinieri fatta da Alberto Saporito ai danni dei suoi vicini, i Cimmaruta e, come ben presto si scoprirà, originata da un sogno tanto nitido da apparire reale. Fa da sfondo una casa in cui le buone maniere improntano a livello superficiale i rapporti interpersonali: tra vicini ci si offre un piatto di mangiare e ci si aiuta in caso di bisogno; è latente tuttavia una sottile invidia reciproca che si palesa nei dialoghi, dove l’ipocrisia dei personaggi affiora evidente.
La vicenda si snoda tra fantasia e realtà, dato che la dimensione onirica si fa tanto reale talvolta da giungere ad un nonsense di grande comicità e da indurre i personaggi allo smarrimento: il protagonista stesso non sa dire se ha sognato o se esiste un fondo di verità. Cosa è accaduto realmente? Chi ha compiuto l’efferato delitto? Dove si trovano i fatidici documenti atti a comprovarlo? I quesiti rimangono parzialmente irrisolti, poiché si scopre che in effetti nessuno è morto, ma si è tutti potenzialmente assassini. I familiari si sono dimostrati assassini della stima e della fiducia reciproche, dal momento che hanno ritenuto possibile un omicidio senza ribellarsi alle accuse del vicino. Sono “le voci di dentro” ciò che conta, ossia la nostra psiche, fatta di invidie, rancori, pensieri inespressi.
Una bella ma amara commedia che ci porta a riflettere sulla nostra coscienza e sull’importanza della fiducia e della lealtà anche in una società diffidente e in crisi. La soluzione a questo panorama sociale corrotto è affrontare la meschinità del mondo immergendosi in esso: il personaggio quasi profetico che vive ritirato e tace disilluso dalla realtà (Nicola, zio di Alberto Saporito) alla fine della commedia muore nel suo solipsismo e con la sua morte ci dimostra la necessità dell’azione e della comunicazione autentica.

I motivi per andare a vedere questo spettacolo?   È una commedia molto spassosa che sa essere leggera e ricca di significato al tempo stesso. La recitazione è ottima, notevole l’interpretazione dei fratelli Servillo (neanche a dirlo), in particolare per la loro eccezionale mimica facciale, e decisamente degno di nota sotto questo aspetto anche Gigio Morra, interprete di Pasquale Cimmaruta.

Se vi perdete lo spettacolo a Milano potete seguire la compagnia al Teatro Bellini di Napoli dal 2 al 18 gennaio 2015 o a Roma al Teatro Argentina dal 20 gennaio al 15 febbraio 2015. Per maggiori informazioni consultate il sito del Piccolo Teatro: http://www.piccoloteatro.org/events/2014-2015/le-voci-di-dentro

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