Cronaca di un viaggio a Padova

di Lorenzo Dell’Onore

Ma però (8)

Quando si mette piede a Padova non si può non percepire il fascino del richiamo di Giotto e della sua arte. Non che Padova sia solo Giotto, assolutamente no, ma senza ombra di dubbio il pittore costituisce una parte incredibilmente importante che dà lustro alla città ed è il motivo per cui nella città veneta confluiscono visitatori da tutto il mondo. La Cappella degli Scrovegni dipinta da Giotto è il segno distintivo di Padova, ciò che la rende celebre a livello internazionale. Ma, come dicevo, la città non è solo questo, limitarla alla Cappella sarebbe inopportuno e riduttivo. Vi sono altri grandi luoghi che vale veramente la pena di ammirare.

Una tappa obbligatoria è certamente la Basilica di Sant’Antonio, dove sono conservate le spoglie del santo nonché le sue reliquie. La Chiesa, già all’esterno, rivela la sua magnificenza: la facciata è a capanna romanica, mentre gli archi rampanti in stile gotico scandiscono con regolarità lo spazio e le cupole in stile bizantino. Colpiscono le numerose cupole, che sembrano quasi ammassate insieme e contribuiscono a dare all’edificio un movimento quasi sinuoso. Si tratta di un’architettura affascinante, che sa coniugare con maestria le forme voluminose e rotonde delle cupole con la piattezza e la rigidità delle forme triangolari dei timpani. E l’interno? Quello è un vero e proprio tripudio di decorazioni, che non manca di colpire l’animo di chi osserva e di comunicare lo splendore dell’arte sacra, che intende testimoniare in terra la gloria divina in tutta la sua potenza. Visitare l’interno della basilica dà una sensazione di completezza e appaga lo spirito, almeno quello di colui che presta attenzione all’arte e ai minimi dettagli. Bisogna seguire un percorso quasi “obbligato” (in modo tale da permettere ai pellegrini di scorrere con facilità) che dall’entrata di sinistra conduce verso il fondo, in una saletta circolare dove sono conservati gli oggetti del Santo, e per questo chiamata “Cappella delle Reliquie o del Tesoro”. Quasi subito, all’inizio, si incontra il “cuore della Basilica”: “sotto la mensa dell’altare e ad altezza d’uomo, c’è la tomba del Santo. Gli altorilievi marmorei che coprono tutti i muri raccontano la storia e i miracoli di Sant’Antonio”. Giunti in fondo, alla Cappella delle Reliquie, in solitaria contemplazione e silenziosamente, il visitatore è invitato a scorrere accanto alle teche che conservano le reliquie di Sant’Antonio di Padova, tra cui figurano: la tela di lino che avvolgeva il corpo del Santo nella tomba, una cassa in legno semplice ed umilissima usata per conservare le spoglie fino al 1981, la pietra usata come guanciale (avete letto bene, una pietra!), i frammenti della tonaca risalente al 1231 e quella che è considerata la “regina” delle reliquie, ovvero la lingua del Santo in uno stato quasi perfetto di conservazione.

In un edificio sacro come questo, uno dei più grandi d’Europa, sono ovviamente numerosi gli affreschi e tra questi ve ne sono diversi che, a mio parere, potrebbero colpire di più lo sguardo se li si restaurasse riportandoli allo splendore originale. Devo confessare che alcuni dipinti mi sono sembrati infatti troppo “spenti”.
Una cosa che mi ha colpito in particolare è la presenza di simboli della morte, neanche così inusuali per un luogo di culto che fa dell’aldilà una realtà a cui approcciarsi e da conoscere, però si rimane sempre inevitabilmente stupiti di un simile contrasto, tra sacro e macabro: si possono vedere teschi marmorei incastonati nelle pietre delle pareti oppure scheletri che suonano strumenti musicali.
Se le reliquie hanno certamente un fascino incredibile, nel mio caso non sono state quelle la parte più emozionante della Chiesa. Ho provato grande stupore soffermandomi in una piccola parte della basilica, nota come “Cappella del SS. Sacramento”: lì si possono ammirare due figure marmoree, forse degli angeli, (così realistici, nelle loro pose e grazie alle loro forme così perfettamente levigate, che inizialmente li ho presi per vere persone inginocchiate, vestite di bianco), i quali sorreggono due torce: danno le spalle al pubblico di fedeli, rivolgendo il loro immobile sguardo ad una croce raggiante a cui fa da sfondo un mosaico con dei colori splendenti, che tanto ricordano un arcobaleno. Una meraviglia.

A Padova si erge dunque una delle chiese più grandi d’Europa, ma la città veneta detiene un altro record, quello della seconda piazza più grande d’Europa, dopo la Piazza Rossa di Mosca: si chiama Prato della Valle ed è un immenso spazio con un’isola ellittica centrale, nonché un ideale punto di partenza e di riferimento per i visitatori. Da lì si imbocca via Beato Luca Belludi per arrivare alla Basilica di Sant’Antonio e dalla chiesa, entrando in via del Santo e proseguendo prima per via Zabarella e poi per via Eremitani, si arriva dopo 15 minuti di camminata al complesso dove è situata la Cappella degli Scrovegni. Il percorso indicato dalla Chiesa alla Cappella è ovviamente solo uno dei possibili, tuttavia l’unico sperimentato da chi scrive ed è tutto sommato molto comodo poiché quasi elusivamente rettilineo, dunque è perfetto per non perdersi.

I Musei Civici agli Eremitani di Padova costituiscono un complesso che si affaccia su Piazza Eremitani, e nei pressi della struttura sorge la Cappella degli Scrovegni. I Musei civici includono il Museo archeologico e il Museo d’arte medioevale e moderno: un unico biglietto permette di visitare l’intero complesso e la famosa Cappella . Il Museo d’arte medioevale e moderno è una sterminata pinacoteca, ricchissima di opere tra cui dipinti di Giotto (incluso il Crocifisso), Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Veronese, Mantegna (La Madonna della tenerezza) e tantissimi altri. Nelle vicinanze sorge anche il Palazzo Zuckermann (corso Giuseppe Garibaldi), che ospita, tra gli altri, il Museo di Arti applicate. Lì vicino si trova anche l’Arena romana. Molti luoghi di interesse si concentrano, insomma, nel centro storico.
La Cappella degli Scrovegni è sicuramente un “must”, un luogo assolutamente da non perdere poiché è uno dei capolavori dell’arte occidentale del XIV secolo, oltre che una grandissima testimonianza della pittura di Giotto, che all’interno vi ha affrescato le pareti con un ciclo che comprende le Storie di Gioacchino ed Anna, genitori di Maria, le Storie di Maria e infine le Storie di Gesù che si concludono con la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli. Sulla controfacciata è dipinto il celebre Giudizio Universale.
La Cappella è una vera e propria lettura dei Vangeli per immagini; era proprio questo lo scopo degli affreschi che ornano tante belle chiese, duomi, cappelle, cattedrali e via dicendo: raccontare le storie della Bibbia e dei Vangeli ad un volgo analfabeta che, non essendo in grado di leggere, doveva fare quindi esclusivo affidamento alle immagini. La sensazione che si prova stando all’interno è indescrivibile: ammirare da vicino dipinti che solitamente si conoscono e si studiano solo sui banchi di scuola è ovviamente una bellissima esperienza, da brividi oserei dire.
Il percorso dura all’incirca quaranta minuti: i primi venti si trascorrono all’interno di una saletta dove viene proiettato un video che spiega alcuni del monumenti padovani e, in particolare, la storia della Cappella degli Scrovegni. I visitatori, che non possono essere più di 25 per volta, attendono così che il gruppo precedente concluda la visita. Questa si svolge negli ultimi venti minuti circa.
Le porte vengono sigillate per preservare il microclima interno della cappella, fondamentale per mantenere i dipinti in un buon stato di conservazione.

Concludo questa mia rassegna padovana con una tappa che ha deluso il mio spirito di osservatore: sto parlando della Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta (nota anche come Duomo di Padova). Si tratta infatti di un edificio molto spoglio, sia internamente che esternamente, nonostante si tratti del principale luogo di culto cittadino. Non mancano ovviamente elementi di grande interesse artistico e religioso, ma la differenza tra questo Duomo e la Basilica di Sant’Antonio è fin da subito evidentissima. Non me ne vogliano i padovani, in fondo è solo questione di gusti: molti potrebbero al contrario apprezzare l’edificio in quanto espressione di un’armoniosa moderazione e di uno spazio misurato, che più rispecchia, effettivamente, quelli che dovrebbero essere gli unici ideali dello spirito cristiano: la povertà e l’umiltà.

Certamente la bellezza artistico – culturale di Padova non si esaurisce qui (vi sarebbero ancora tanti altri luoghi d’interesse: la casa di Petrarca; il famoso Palazzo della Ragione; Palazzo Bo, sede dell’università ecc.); non basta di certo un solo giorno per visitare una grande città d’interesse. Spero comunque di avervi appassionato anche solo un poco, magari persino chi a Padova c’è già stato ma, spinto dalla piacevolezza dei luoghi descritti, desidererà ritornarci. Mi piacerebbe concludere il resoconto di viaggio con queste parole di William Shakespeare, che a Padova ambientò la sua Bisbetica domata:

For the great desire I had to see
fair Padua, nursery of arts, I am arrived…
and am to Padua come, as he that leaves
a shallow plash to plunge in the deep, and
with satiety seeks to quench his thirst.

Per il grande desiderio che avevo di vedere
la bella Padova, culla delle arti, sono arrivato…
ed a Padova sono venuto, come chi lascia
uno stagno per tuffarsi nel mare, ed
a sazietà cerca di placare la sua sete.

Un sentito ringraziamento all’instancabile gruppo di turisti del Comune di Calcio (Bergamo), senza il quale questa piacevole passeggiata alla scoperta di Padova non sarebbe stata possibile.

Ovviamente questa non era la sede opportuna per poter approfondire la storia dei monumenti cittadini; chi volesse approfondire le conoscenze storiche dei luoghi citati può consultare i seguenti siti:
• Sito internet dedicato alla cultura cittadina: http://padovacultura.padovanet.it/it
• Cappella degli Scrovegni: http://www.cappelladegliscrovegni.it/index.php/it/
• Sito istituzionale del Comune di Padova: http://www.padovanet.it/index.jsp
• Sito della Basilica di Sant’Antonio, dove è possibile fare una visita virtuale della chiesa: http://www.basilicadelsanto.org/ita/home.asp
• Diocesi di Padova: http://www.diocesipadova.it/

 


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