Bartolomeo Colleoni e le compagnie di ventura bussano alla porta della Soldiershop

di Linda Taietti

Ma però (6)

Lo scorso settembre è stato pubblicato un interessante e agile volume sulla figura di un condottiero che recitò una parte significativa nel gran teatro delle vicende quattrocentesche italiane.

Si tratta di Bartolomeo Colleoni (1395-1475), bergamasco d’origine, come bergamasca è la casa editrice che dà vita alla pubblicazione, la Soldiershop, fondata da Luca Stefano Cristini, il quale ha anche collaborato direttamente alla redazione dell’opera con l’autore Matteo Radaelli, giovane studente della laurea magistrale in Scienze storiche presso l’Università degli Studi di Milano.

È un saggio storico-divulgativo, dallo stile brillante ed avvincente, caratterizzato da profondità, puntualità e da un grado di freschezza che concede anche agli studiosi non specialisti la possibilità avvicinarsi a quel personaggio emblematico che fu il Colleoni. Uomo che, peraltro, fin dalla nascita fu caratterizzato da una certa particolarità: con ogni probabilità nacque nel 1395, tuttavia egli stesso amava post-datare il proprio genetliaco al 1400, anno benedetto dal Giubileo. Inizia così, con un velo d’incertezza, la vita di un condottiero “bramoso di ricchezze, avido di potere e gloria”, in più occasioni accusato di tradimento, ma anche “un geniale stratega e un innovatore in campo militare, un tattico brillante, un padre amorevole, un uomo che si prodigò instancabilmente nella costruzione di infrastrutture e opere pubbliche”, accogliendo inoltre alla sua corte di Malpaga (BG) artisti e uomini di cultura. Una figura dalle molteplici sfaccettature, dunque, che si definisce piano piano, fino a diventare sempre più nitida, nel corso dei capitoli, che scandiscono nello stesso tempo le tappe salienti della sua vita. Il testo è corredato da una ricca galleria di immagini rappresentanti le realtà legate alle vicende narrate, riproduzioni di opere d’arte, fotografie contemporanee di luoghi per sempre legati alla memoria del passato; notevoli le ‘tavole a colori’, che raffigurano Colleoni e la società coeva, a cura di Nadir Durand, collaboratore della “Soldiershop”.

Giusto, equilibrato e rinnovato ricordo é così conferito ad una figura che tanto desiderava rendere eternamente celebre il proprio nome: tutto questo è stato possibile grazie ad un intervento che proviene proprio dalla sua terra natale e che testimonia con valore ed evidenza la vitalità della cultura e del suo sempre crescente potenziale di diffusione, se ricercato con fiducia, impegno e passione.

Matteo Radaelli, Luca Stefano Cristini, Bartolomeo Colleoni e le compagnie di ventura nel XV secolo, Soldiershop Publishing, 2014.

Bartolomeo Colleoni e le compagnie di ventura bussano alla porta della Soldiershop

Info:
www.soldiershop.com


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