Voce all’artista – Paolo Vezzoli, fotografo

di Linda Taietti

Ma però (9)

Se gli chiedete di descriversi, risponde fugacemente: “Mi chiamo Paolo Vezzoli e sono un fotografo”.

Ritratto pregnante di un giovane di 25 anni d’origine bergamasca, il quale, dopo la maturità artistica, ha conseguito il diploma alla Libera Accademia di Belle Arti (LABA) di Brescia e ha scelto di dedicarsi con passione e cura all’arte della fotografia.
Se desiderate conoscere di più, ascoltate la voce che egli ha affidato ai propri scatti, una voce che racconta storie attraverso le immagini.

E si tratta di storie impegnate, soprattutto se facciamo riferimento ad un progetto che trova le sue radici nel febbraio 2013: HOME, che, antiteticamente, parla delle persone senza fissa dimora, altrimenti definiti “barboni” o clochard, ritratti nella loro infagottata e scomoda presenza all’interno delle realtà urbane di Milano e Bergamo. I borsoni che portano con sé, l’elemosina che chiedono, le scarpe logore e spesso abbandonate, i dettagli della pelle consumata, gli occhi rivelanti più di quanto si voglia conoscere. Paolo vuole presentare in una nuova veste, con diversa evidenza, quanto i più – per schivare una serie di difficili domande, di ingombranti pensieri – evitano o sorpassano frettolosi lungo le strade cittadine.
La città, insieme ad ambienti rurali, si mostra nel progetto LOOKING FOR, definito dall’autore “ricerca estetica e sociologica” al tempo stesso, che va ad indagare a fondo un background culturale e visuale comune. È una sorta di “diario visivo quotidiano”, che si esprime come “flusso visivo continuo e casuale”, che vuol cogliere la profondità della realtà dopo averne sfiorato la superficie. Particolarmente interessante, inoltre, lo studio del labile confine tra presenza ed assenza di un’immagine, più o meno stereotipata: si tratta del tentativo di volere evocare il simbolo di Milano per eccellenza, il Duomo, senza mai fotografarlo. Ci si ritrova così a ridosso di realtà e immaginazione, agli antipodi di un discorso pensato calpestando un incerto confine.
L’emozione traspare nella precisione di ogni immagine e soprattutto si staglia in quei lavori che esulano da HOME e LOOKING FOR: una riflessione intimistica, una lirica fotografica. Nascono da situazioni differenti, avvenute inaspettatamente o meno, e tramandano gli eventi senza alcuna casualità.

Anche l’accostamento meno evidente ha in sé la possibilità d’essere rivelatore. E si manifesta così il talento del fotografo nella capacità di catturare il momento, di spezzarlo, staccandolo da ogni tempo, e collocarlo in un ordine creato per regalarlo agli occhi di chi vuol guardare davvero, con una sicura delicatezza che calpesta ogni forzatura.

Alcuni fra i lavori di Paolo Vezzoli sono visibili nel sito: www.paolovezzoli.com

Ringrazio Paolo per avere voluto condividere il suo studio, inteso nel senso etimologico, dal latino STUDEO, essere appassionato di; e anche per le chiacchierate durante i viaggi in pullman e le attese dei treni.

 

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