Una sera alla Scala : il Don Chisciotte.

di Ivano Segheloni

Ma però (4)

Cari lettori di Ma però, oggi vi porto in uno dei più importanti e famosi teatri d’Italia e del mondo, centro internazionale di cultura e spettacolo, dove nel corso degli anni si sono esibiti alcuni tra i più grandi artisti dello spettacolo: dal balletto, all’opera, all’orchestra. In particolare oggi vorrei parlarvi di un balletto di danza classica a cui ho assistito, e in programma fino a poco tempo fa : il Don Chisciotte.
Molti di voi conosceranno bene questo nome e questo personaggio, poiché dà il titolo ed è il protagonista principale di uno dei più grandi romanzi della storia della letteratura (e il più celebre in Spagna), che almeno una volta nella vita andrebbe letto: Don Chisciotte della Mancia, in spagnolo Don Quijote, di Miguel de Cervantes.
Pubblicato in due volumi a distanza di dieci anni l’uno dall’altro (1605—1615), esso narra le vicende “cavalleresche” e “fantastiche” di Don Chisciotte e del suo scudiero Sancho Panza. Per conoscere la storia vi rimando caldamente alla lettura di questo capolavoro!

Torniamo ora al tema principale: il balletto.

Esistono diverse versioni dello spettacolo, ma la più celebre e famosa è quella di Marius Petipa, coreografo francese e maestro di danza del balletto imperiale di San Pietroburgo, con musiche di accompagnamento composte dall’austriaco Leone Minkus. Questo spettacolo fu messo in scena la prima volta al teatro Bol’šoj di Mosca nel 1869, ottenendo un grande successo, e in seguito si susseguirono altre rappresentazioni (importante quella del 1871, sempre allestita da Petipa, per i balletti imperiali di San Pietroburgo). Il Don Chisciotte fu rappresentato solo in Russia fino al 1924, quando la compagnia di Anna Pavlova lo portò in occidente in versione ridotta.
Nel 1962 arrivò finalmente anche la versione intera del balletto, e dal 1966 fino a oggi andarono in scena grandi versioni allestite da alcuni dei più importanti ballerini e coreografi della storia della danza, tra cui Rudolf Nureyev, Mikhail Baryshnikov e George Balanchine.
La rappresentazione messa in scena alla Scala (dal 17 al 27 settembre) e di cui oggi vi parlo è quella di Nureyev, con musiche di Ludwig Minkus e produzione del Teatro alla Scala: qui si sono affiancati nel corso degli spettacoli artisti del calibro di Tamara Rojo, Natalia Osipova, Leonid Sarafanov e Claudio Coviello.
La durata della spettacolo è di due ore e quaranta minuti, suddivisa in tre atti (prologo, atto primo, secondo e terzo), con tre intervalli che segnano il cambio di atto. 2 ore e 40 minuti in cui le avventure di Don Chisciotte e Sancho Panza fanno da cornice e si incrociano con le meravigliose scene di danza e la storia d’amore tra il barbiere Basilio e la giovane Kitri, figlia dell’oste Lorenzo.
Tra avventure, sogni, fughe, inganni, battaglie, fantasia, amore e Commedia dell’arte, il tutto accompagnato dalle musiche coinvolgenti dell’orchestra, questo balletto vi lascerà a bocca aperta, stupefatti, e senza pensieri per una sera!

Appuntamento al prossimo articolo, con la speranza di avervi incuriosito e magari avervi fatto venire voglia di teatro!


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