Notte a due ruote

di Francesca Tuzzeo

Ma però (3)

Confesso la mia ignoranza. Quando un amico mi ha proposto di accompagnarlo ad un’uscita serale di Critical Mass ho annuito con convinzione, solo per poi correre ai ripari e setacciare Internet tentando di scoprire cosa fosse. Non ho dovuto cercare a lungo: la Critical Mass è un evento ciclistico di portata ormai mondiale, nato sulle strade di San Francisco il 25 settembre 1992 e poi diffusosi in cinque continenti. Da tempo ha preso piede anche in Italia, ed è stata proprio Milano (nel 2002) ad ospitarlo per prima, facendolo così conoscere ad altre città come Torino, Roma, Bologna, Genova. Chiunque voglia partecipare (il numero di coloro che aderiscono è davvero notevole, soprattutto nei periodi più caldi – parlo di centinaia e centinaia di persone) non deve far altro che presentarsi al punto d’incontro nell’orario prestabilito. Solitamente si tratta di un appuntamento settimanale, e il percorso cambia di volta in volta. Requisiti: bicicletta e voglia di trascorrere un paio d’ore davvero fuori dall’ordinario.

Nel mezzo dei preparativi, la sera di giovedì 25, il mio timore era di arrivare in Piazza Mercanti (Duomo) e vedermi circondata da professionisti del campo, che mi avrebbero seminata nel giro di tre minuti. Potrei aver dunque esagerato leggermente in quanto a misure di sicurezza, ritenendo che – nel caso mi fossi trovata da sola, di notte, sul ciglio della strada e in una zona di Milano che non conoscevo – la mia unica salvezza sarebbe stata risplendere nel buio come una casa in fiamme. Al momento di uscire navigavo in un gigantesco giacchino giallo catarifrangente trovato nei meandri dell’auto, la mia testa era seminascosta da un casco ottenuto per gentile concessione di mio fratello, indossavo polsini e cavigliere riflettenti, e la mia bici era talmente coperta di luci lampeggianti da non sfigurare il giorno di Natale. Non uno dei momenti di cui vado più fiera, insomma.

Come è facile intuire, ho presto scoperto quanto fossero infondate le mie paure: già da Corso Vittorio Emanuele si riusciva a scorgere una moltitudine impressionante di ciclisti di età ed aspetto quantomai disparati. Quella sera era l’anniversario dei ventidue anni di Critical Mass, e si sono presentati non meno di quattrocento partecipanti: studenti, adulti sulla cinquantina, singoli intraprendenti, coppie di giovani, gruppi di amici, temerari con pattini a rotelle, persino qualche avventuriero over 70. I mezzi di locomozione facevano a gara con la varietà dei proprietari: c’erano pratiche bici da città, bici da corsa leggere e aerodinamiche, mountain bike, tandem, risciò, bici con il rimorchio, bici da neve o sabbia con ruote grandissime e spesse, persino una con pedali dal movimento verticale invece che circolare. Alcune erano state munite di casse, e ogni istante del percorso siamo stati accompagnati da musica: reggae, Bon Jovi, i Queen, Springsteen, i Blues Brothers e moltissimi altri, ad ogni altezza del gruppo (appena ho sentito le prime note di “Wannabe” delle Spice Girls sono tornata per qualche minuto una tredicenne stonata e felice).

Alle 22.30 l’entusiasmo che percorreva le file dei ciclisti era palpabile, e ci siamo riversati per strada in un fiume di luci (il mio giubbino catarifrangente è scomparso in fretta nello zaino insieme a silenziose preghiere che nessuno l’avesse visto, ma molti altri avevano pensato come me alle pile lampeggianti). In un’ora e mezza ho vissuto e memorizzato voracemente ogni piccolo particolare di una Milano scintillante, impreziosita dalle luci delle vetrine e dai fari delle auto, frizzante e piena di vita anche di notte; mi sentivo ipnotizzata, come nel film di Visconti quando per la prima volta Rocco e la sua famiglia si ritrovano in questa città magica. (Se siete curiosi, in fondo ho inserito il link della strada che abbiamo seguito, uscendo anche da Milano centro ed esplorando i dintorni).

La velocità era molto ridotta, sia perché eravamo molto numerosi, sia perché lo scopo della Critical Mass non è certo fare una gara in mezzo al traffico; questo ha reso l’esperienza ancora più divertente, permettendoci di chiacchierare e stringere amicizie nel corso della serata, e nessuno è stato lasciato indietro (anche se era possibile arrivare o andarsene a piacimento). Probabilmente siamo stati fortunati, ma ho trovato straordinario come davvero pochi automobilisti ci abbiano dimostrato il loro… diciamo… disappunto. La maggior parte scendeva dalle macchine per capire cosa stesse succedendo, per osservarci; tanti ci riprendevano con il cellulare, alcuni sorridevano e ci salutavano ottenendo una risposta corale da centinaia di campanelli. In fondo ciascuno può partecipare ad un evento di questo tipo per vari motivi, ma quello principale è proprio attirare l’attenzione grazie alla MASSA, e sensibilizzare i cittadini mostrando loro come sia possibile – e soprattutto realizzabile – un modo alternativo, pulito e altrettanto efficace di spostarsi. In un’intervista Chris Carlsson, l’ideatore della Critical Mass, ha spiegato come “le scelte individuali sono poco visibili”; le singole persone che ogni giorno scelgono di muoversi in bicicletta non fanno notizia, ma se si uniscono creano un gruppo immenso impossibile da ignorare. “Sono convinto – ha detto – che chi ha partecipato a critical mass è cambiato, perché la gente (…) ha sperimentato per una volta che si può essere protagonisti di un cambiamento, anche se piccolo.” Certo, si dà fastidio a chi è costretto a fermare la macchina per far passare i ciclisti, ma l’intento ultimo è quello di farli riflettere, di trasformarli in alleati, di farli salire in sella.

Quando ci siamo riavvicinati al Duomo le persone hanno cominciato a salutarsi e avviarsi verso casa, anche se parecchi sono rimasti per un po’ in Piazza Mercanti a chiacchierare. Tornata sana e salva verso l’una di notte, mi sono addormentata di sasso, stanca ma ancora euforica. Il giorno dopo ho cercato su Internet altri eventi e iniziative a Milano per gli amanti delle due ruote, e ne ho trovate alcune decisamente interessanti che ho inserito qui sotto. Date un’occhiata, e non dimenticatevi di partecipare alla prossima Critical Mass giovedì sera alle 22.00 in Piazza Mercanti. Non ve ne pentirete. (Magari lasciate a casa giubbotti catarifrangenti, però).

“Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza.” – Herbert George Wells


Percorso di 25 settembre 2014: http://www.sportstracker.com/#/workout/joecodycodispoti/e4j7e1vjb9r860em

Sito ufficiale: http://www.criticalmassmilano.it/

Articoli molto interessanti sulla Critical Mass:
http://alessios4.blogspot.it/2007/01/critical-mass-le-origini-dove-tutto.html
http://www.ilnuovomondo.it/artcriticalmass.htm

Facebook della Critical Mass Milano:
https://www.facebook.com/pages/CRITICAL-MASS-MILANO/222869004390848
https://www.facebook.com/groups/criticalmassmilano/?fref=ts

YouTube dell’Uomo Trombetta, personaggio fisso della Critical Mass. Posta video delle uscite, utile se volete farvi un’idea: https://www.youtube.com/channel/UCWNJuriyTjUmpfeYbSiuYEA

Articolo che spiega cosa sono i campionati di CICLOMECCANICA. Il 28 settembre è ormai passato, ma a qualcuno potrebbe interessare sapere di cosa si tratta e, magari, partecipare ai prossimi: http://campionaticiclomeccanica.wordpress.com/

A Milano ci sono ciclofficine che aiutano i ciclisti a riparare la propria bici gratuitamente, qui è illustrato bene: http://www.survivemilano.it/2014/zona/isola/le-ciclofficine-di-milano-per-ripararsi-da-se-la-bicicletta/

Se abitate a Milano, potrebbe interessarvi questa iniziativa. Si accompagnano i bimbi a scuola in bicicletta: http://www.inbiciascuola.it/

Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Grazie di cuore a Davide, genio della bici e preziosa fonte d’informazioni che non ha mai perso la pazienza per le mie mille domande più una. Grazie per avermi fatto scoprire la Critical Mass, e per non aver riso del mio singolare giubbino luminoso. Non troppo, almeno.

Lascia un commento