SARDEGNA: la costa nord tra natura e turismo.

di Gaia Scolari

Ma però (8)

La Sardegna è la prova che non c’è bisogno di andare lontano per trovare luoghi unici. Anche se poi è difficile parlare di quest’isola in generale, date le dimensioni. Ma c’è una cosa che balza all’occhio: il contrasto tra la Sardegna del verde, della macchia mediterranea o delle montagne dell’interno, e quella travolta dal turismo e dell’edilizia che questo ha portato con sé.

Nella costa a sud di Olbia si trova Porto San Paolo. Partendo da questo paesino, si possono raggiungere molte spiagge ancora circondate dalla natura. Spiagge belle, molto belle, dall’acqua cristallina. Da Cala Taverna, abbastanza estesa e fornita anche di bar e zone con ombrelloni, a Cala Finanza. Sentendo questo nome ci si aspetterebbe un posto turistico, e invece no, perché, percorrendo un sentiero che parte da un piccolo porticciolo (probabilmente la vera e propria Cala Finanza), si raggiungono una serie di calette immerse nella natura. Alle spalle la macchia mediterranea, sotto il telo la spiaggia che tende al dorato, e davanti il mare, le rocce e la Tavolara (una piccola isola montagnosa dalla forma stretta e allungata). La cosa sorprendente è che queste calette sono quasi spopolate, ma anche nella più turistica Cala Taverna in fondo non è difficile trovare posto per stendersi..
Sorprendente fino a un certo punto, però, se si tiene conto che a nord di Olbia comincia la Costa Smeralda. E lì è tutta un altra storia. Le spiagge sono molto più affollate, ma non è questo che toglie fascino ai luoghi stupendi, quanto piuttosto le grosse barche, gli Yacht che coprono l’orizzonte. Alcuni hanno anche la pista d’atterraggio per l’elicottero, e i turisti a Porto Cervo fanno foto a questi barconi e alle macchine sportive dei proprietari (quasi tutte targate Arabia Saudita).

Capo Testa

Capo Testa

Il viaggio continua, però, e si arriva a Capo Testa, una penisola a pochi chilometri da Santa Teresa di Gallura, con le sue meravigliose rocce di granito scolpite dal vento. E dico scolpite perché solo questa parola può rendere minimamente l’idea delle forme di questi massi. Per arrivare qui si passa per una striscia di terra, e la strada a destra e sinistra è affiancata da due lunghe spiagge. Un’altra volta torna evidente il contrasto: se queste spiagge sono affollatissime, Capo Testa vede molti meno turisti, e la maggior parte sono stranieri, forse più disposti a camminare un po’. Questo è il posto che più mi ha colpito di tutto il viaggio, una cosa simile non l’avevo mai vista. Tutto è “costruito” dalla natura, a parte un vecchio faro. Capo Testa è, infatti, un sito di interesse comunitario (S.I.C.), ovvero un’area dedicata alla preservazione delle biodiversità.

La cura per la conservazione di quest’aerea appare quasi strana quando si visita la Costa Paradiso. Questo tratto di costa, che io mi aspettavo quasi incontaminato, è invece ampiamente edificato, secondo un piano edilizio cominciato a partire dalla fine degli anni sessanta. Prima di arrivare alla scogliera dai colori rossastri si passa in mezzo a un’infinità di case, che, sebbene siano dello stesso colore dei massi, occupano gran parte della visuale. Un mega villaggio per turisti, che si estende per tutto il territorio. Secondo la guardia, che cura l’ingresso munito di sbarra (che però non impedisce l’accesso anche ai semplici visitatori), le abitazioni offrono alloggio a 16.000 turisti. Infatti, non sono mancati i dubbi verso queste costruzioni – come per esempio testimonia anche il gran numero di articoli scritti dalla testata “La Nuova Sardegna”. Per trovare un po’ di natura bisogna raggiungere l’unica spiaggia, quella di Li Cossi, o la scogliera, tramite alcuni sentierini nascosti e non segnalati. Qui, grazie anche alle rocce che coprono la vista delle case, l’ambiente è stupendo e l’acqua talmente limpida, che ci si può immergere senza problemi anche in mezzo agli scogli. E consiglio di farlo, perché, anche solo con una semplice maschera, si potranno vedere una vastissima quantità e varietà di pesci: nonostante tutto, questi non se ne sono andati dal loro paradiso.

Stintino, Spiaggia La Pelosa

Stintino, Spiaggia La Pelosa

Le ultime mete del viaggio confermano le prime impressioni. A ovest della Costa Paradiso si trova la lunga spiaggia di Badesi, che si estende fino a Valledoria, circondata dalle dune e molto selvaggia. Poi Castelsardo, con il castello e la città vecchia costruiti sul monte e, ai suoi piedi, invece, costruzioni moderne che stonano col nucleo della città. E, alla fine del mio viaggio, sulla punta a nord-ovest, Stintino, e in particolare la spiaggia La Pelosa, con una delle acque più limpide mai viste. Ma anche con uno dei parcheggi più costosi mai visti. E se volete trovare un angolo di spiaggia libero per stendervi, vi auguro buona fortuna!

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