La Terra in mostra a Milano: meraviglie e drammi di un pianeta sofferente

di Lorenzo Dell’Onore

Ma però (5)

“Ho visto la Terra cambiare.
L’impatto dell’uomo si vede dal cielo.
Durante i viaggi e le ricerche ho constatato
che tutti gli scienziati che ho incontrato condividono
la mia stessa inquietudine. Quanto illustrano le mie
fotografie, loro dimostrano con le cifre, e le cifre sono inaudite.”

Yann Arthus-Bertrand

Una magica armonia di parole, colori, paesaggi: questa è l’atmosfera che si percepisce non appena ci si immerge nel salone dedicato alla mostra La Terra vista dal Cielo, in programma fino al 19 ottobre presso il Museo di Storia Naturale di Milano. La mostra, curata dal fotografo e ambientalista francese Yann Arthus-Bertrand, è la versione italiana dell’originale francese La Terre vue du Ciel. Si tratta di un eccezionale percorso costituito da più di cento1 straordinarie fotografie di grandi dimensioni, tutte realizzate con una suggestiva prospettiva dall’alto. Il filo conduttore delle immagini, nonché il tema attorno al quale verte l’esposizione, è lo stato di salute del nostro gracile pianeta che, ormai è risaputo, versa in pessime condizioni e si sta avvicinando sempre di più ad un punto di non ritorno.

“Ecco un’altra noiosa mostra moralizzatrice e dai soliti toni ambientalistici”, starete forse pensando voi. In realtà non è così. Il genio di Arthus-Bertrand ha saputo coniugare fascinazione e ammonizione: la mostra non vuole essere solo un semplice invito a prendere coscienza delle condizioni del globo terrestre, ma è anche e soprattutto un eccezionale “percorso” di immagini che sanno rapire lo sguardo dell’osservatore. Il “viaggiatore museale ” è semplicemente invitato a riflettere, avendo così anche l’occasione di farsi una buona cultura. Il viaggio è costituito da una successione di fotografie che ripercorrono il pianeta Terra, passando anche per luoghi incredibilmente affascinanti ma non per questo noti a tutti: si va “dagli oceani alle vette delle montagne, dalla savana africana ai ghiacciai antartici, dai crateri vulcanici ai deserti africani”2.
Ovviamente non mancano sguardi su paesaggi umani, artificiali, costruiti e plasmati dall’uomo nel corso dei secoli. Appare per esempio pure la “nostrana” città di Venezia (“la bella lusinghiera e ambigua, la città metà fiaba e metà trappola”, come la descriveva Thomas Mann) che diventa il pretesto per riflettere sui pericoli rappresentati dall’innalzamento della temperatura globale, che provocando lo scioglimento dei ghiacciai fa pericolosamente aumentare il livello delle acque (intere isole e città costiere rischiano di scomparire inghiottite dalle fauci potenti del mare, come moderne Atlantidi). Così si scoprono molte cose, magari sconosciute, e diviene sempre più chiaro che quello dell’inquinamento è un problema globale e che nessun luogo sulla faccia di questo puntino azzurro nell’universo è veramente al sicuro, anzi: i pericoli possono essere proprio dietro l’angolo.

Oltre che essere un’importante testimonianza delle meraviglie di Madre Natura, più che mai minacciata dalle parassitarie e logoranti attività umane, La Terra vista dal Cielo è anche un’esposizione di vere e proprie opere d’arte. Sul concetto di artisticità ognuno ha le sue opinioni e i suoi gusti, ci mancherebbe, ma non credo di esagerare quando affermo che le fotografie esposte sono come sgargianti dipinti: finestre sulla realtà, che permettono di viaggiare solo con la mente e l’immaginazione per migliaia e migliaia di chilometri, facendo tappa nelle più improbabili e caratteristiche o sognate e conosciute zone del mondo.

Ad ogni fotografia è associata un’esaustiva descrizione dei soggetti e/o del paesaggio raffigurato, con informazioni, oltre che sui fenomeni che li minacciano, anche sulla geografia dei luoghi e tante altre curiosità, come le tradizioni e gli usi e costumi delle popolazioni locali raffigurate: perché se è vero che l’immagine ha già di per sé un potere straordinario, con la parola si espande e si imprime nella memoria e il suo potere diviene incalcolabile. Immagini e parole convolano a nozze e il successo è garantito. Le descrizioni sono veramente dettagliate ed articolate e questo a lungo andare può essere negativo, per chi, come me, cerca di leggere proprio tutto: verso la fine infatti la vista si stanca e la concentrazione diminuisce. Questa è l’unica pecca che ho rilevato. Vi sono comunque, disposte qua e là, delle teche che incuriosiscono e mantengono vivo l’interesse dei visitatori: si va da vari tipi di frammenti meteoritici ed insetti esotici ad animali imbalsamati fino all’esposizione di due crani, uno di elefante e uno di dromedario. Chiude il percorso la proiezione di un filmato realizzato dallo stesso autore (con la collaborazione di Luc Besson e François–Henri Pinault) che imprime movimento a ciò che prima il visitatore aveva semplicemente osservato in uno stato di solitaria contemplazione. In sala viene proiettato un buon documentario, degno di programmi alla Piero Angela.

Alla fine del percorso viene naturale chiedersi cosa ne sarà del nostro meraviglioso mondo e almeno i più sensibili saranno spinti ad interrogarsi sui propri comportamenti e sulle proprie abitudini. Tutti, con semplici accorgimenti quotidiani, possiamo contribuire a fare molto. E’ giunto il momento di smettere di “calpestare” la nostra Terra (ciò che avviene letteralmente e in senso non figurato all’ingresso della sala, sul cui pavimento è riprodotto un grande planisfero) e di prendere coscienza dei problemi che la affliggono, anche perché siamo tutti quanti responsabili di ciò che sarà e del mondo che consegneremo alle generazioni future. Cominciamo a dare alla Natura un po’ di amore, proprio come lei, potenza terribile ma anche incredibilmente materna, ha già fatto con noi. Basta dare uno sguardo al Cuore di Voh per intenderci.

Il celebre Cuore di Voh, in Nuova Caledonia, è l'immagine - simbolo della mostra.

Il celebre Cuore di Voh, in Nuova Caledonia, è l’immagine simbolo della mostra.

Prezzo intero del biglietto: 8 euro, ridotto: 5 euro. Per ulteriori informazioni si rimanda al sito del Comune di Milano, sezione Museo di Storia Naturale.
Per chi fosse interessato, esiste anche una serie documentaria3 dall’omonimo titolo e tratta sempre dall’operato di Yann Arthus–Bertrand, trasmessa da Rai5.


1Fonte. Pagina consultata il 04/09/2014 alle ore 22.14.

2ibidem

3Fonte: LA TERRA VISTA DAL CIELO – SPETTACOLARI IMMAGINI PER RACCONTARE IL NOSTRO STRAORDINARIO PIANETA, consultabile a questo indirizzo. Pagina consultata il 04/09/2014 alle ore 22.17.

 

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