Silenzio immobile: Claudio Parmiggiani a Bergamo

di Linda Taietti

Ma però (5)

Quando parlo del silenzio non intendo il silenzio della propria voce, un silenzio rinunciatario, complice, passivo, ma attivo e reattivo dentro la forma dell’opera.
Parlo del silenzio come di una materia, come un grido.

Claudio Parmiggiani

IMG_0886Per raggiungere l’ex oratorio di san Lupo, costruito nel Settecento nella città di Bergamo e recentemente restaurato, è necessario incedere attraverso il frastuono urbano. I rumori dei mezzi di trasporto, la frettolosa confusione della gente. La città che si muove. Tutto abituale, per chi in città vive.
Una modesta salita precede l’arrivo. Si fa ingresso in un ambiente piuttosto buio e, all’apparenza, angusto. È un’aula unica, a pianta centrale, che si sviluppa in altezza attraverso dei matronei collegati tra loro. Due rampe di scale portano ai piani superiori e dalle balconate del primo e del secondo livello è possibile avere una visione d’insieme dell’intera aula, quasi un teatro, non propriamente un luogo sacro.
L’edificio permette di fruire da diverse prospettive l’opera di Claudio Parmiggiani (Luzzara, 1943), ivi allestita.

SIlenzio immobile: Claudio Parmiggiani a BergamoL’artista emiliano, tra i protagonisti dell’avanguardia artistica internazionale e, allo stesso tempo e per sua volontà, al di fuori di qualsiasi gruppo o etichetta, ha collocato campane nell’aula. Campane numerose, antiche, fatte di metallo, di polvere, di tempo e di un suono che non potrà mai avere atto, imprigionato dai vincoli dell’immobilità. Lo spazio si fregia di una caratteristica percepibile, con una sinestesia, al primo sguardo: il silenzio. E non si tratta di un silenzio dettato in pubblico da imposizioni solite o prevedibili, quali l’ingresso in un luogo sacro, o una circostanza ufficiale che lo richiede. È l’opera d’arte a sussurrarlo delicatamente all’orecchio, il silenzio, a domandarlo. Quasi una preghiera, una richiesta umile e forte nel suo proposito di riportare al reale la memoria di un passato perduto, di una nostalgica assenza, di una sacralità abbandonata e ritrovabile nel contemplare quanto, anche solo potenzialmente, potrebbe essere.

Il silenzio è un modo di rendere imprendibile il pensiero, un segno di fermezza, poiché silenzio non significa solo silenzio, ma significa anche non concedersi e non concedere nulla.

Non potremo mai sentire il suono delle campane accatastate, solo immaginarlo. Forse accettarlo e cercare di comprendere la difficoltà nell’abbandono del motivo per cui furono create e il loro riacquistare un significato nuovo, monito di una segreta e realizzabile possibilità di trasformazione.

Si salgano le scale, e si osservi l’opera dalle diverse altezze dei matronei. E nella città che sale, nella città che cambia, nella città che fa rumore, per qualche momento, si taccia.

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Parmiggiani a San Lupo
Ex oratorio di san Lupo, via S. Tomaso, 7 – Bergamo
Dal 17/05/2014 al 30/09/2014; dal martedì alla domenica, dalle ore 11:00 alle ore 18:00
Biglietti: 5 €; ridotto 3 €
Per info: Fondazione Adriano Bernareggi (www.fondazionebernareggi.it)
La mostra si svolge nel contesto di Festival della Cultura 2014 e ARDATE


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