25 centesimi per una cartolina

di Samuela Serri

Ma però (3)

Ci eravamo lasciati parlando di acqua e delle barche silenziose che scivolano sul Naviglio. Oggi invece vorrei parlare di un altro argomento pittoresco di Milano, ma però stavolta a terra: il tram.

Quando Piazza del Duomo era una giostra a cavalli.

Eugène_Atget,_Fête_du_Trône_-_Getty_Museum

Milano è senza dubbio una città dalla grande immaginazione: basti pensare alle storiche fontanelle dell’acqua pubblica che vengono tradizionalmente chiamate “draghi verdi” o “vedovelle”, per il sottile filo d’acqua che lasciano continuamente scorrere. Ma stavolta non trattasi di metafore. Quando ancora Milano era una piccola città e i tram non esistevano, Piazza Duomo era già quel fulcro di irradiazione urbana che abbiamo imparato a conoscere. Il diretto antenato del tram era l’omnibus, “la carrozza di tutti”, ovvero una grande carrozza a cavalli che trasportava i cittadini al costo di 25 centesimi a viaggio. E tutte facevano capolinea al Duomo, dando vita, nel loro andare e venire, a quello che era definito il “carosello”, un giro in tondo attorno al monumento al re di vetture che tornavano o partivano.

8228908565_d09c645137_zL’omnibus non ebbe un gran successo. Fu amore a prima vista invece per il tramway o, per meglio dire, il tramvài ( che una modifica ortografica poi trasformò in tranvài). Uscirono libri, giornali, giochi da tavolo dedicati al migliore amico del cittadino meneghino, il tram. Già pochissimi anni dopo l’introduzione del tram elettrico, nel 1901,(Milano era stata la seconda città al mondo a dotarsi di una centrale elettrica, situata allora in via Santa Radegonda) il nuovissimo mezzo di trasporto era diventato indispensabile. L’anno della svolta, dal punto di vista ingegneristico, fu il 1928: furono costruite nuove carrozze a carrelli, in grado di spostarsi più agilmente sui binari, battezzate proprio 1928. Era facile innamorarsene: di un bel colore giallo crema e con gli interni in legno, contavano anche un piccolo spazio posteriore riservato ai fumatori. Lo prendevano tutti, ma proprio tutti.

Pomeriggi “bramanteschi” a Milano.

“Stupendo, e come onnipresente, l’azzurro. Tanto che Valerio ed Elsa, nella luce d’un pomeriggio bramantesco, poterono involarsi alla folla, e alla guardatura della sfavillante lanterna filaretiana, che li aveva seguitati fin là, cioè fino allo sbocco di via degli Orefici nella piazza del re a cavallo, e del duomo. Ivi arrivarono a issare il proprio ardimento e la propria giovinezza pensosa sullo sperato e paventato 24, dove «donna» Elsa poté ricevere una prima dose di gomitate da parte della società musogònica: la quale, assalito il tram, lo aveva poi saturato in un attimo con grida di «Karlòta kì! Kì! Ven kì! setesgiò-kì! Vegnì kì, kì! Gioàn!… Gioàn! Karlòta!… Karlòta!… Teresina! Occupàto! Karlòta! Occupàaato! S-ciao, meno mal che semm reüsì a tchapàll»; anzi ciapàll, in grafia nostra. E ancora, e mentre quello scatolone già rotolava, ciapàll, e l’èmm ciapàa, e a momenti le ciapàvom no, e poi però l’èmm ciapàa, e oo finì per ciapàll: e s’el füdèss stàa de minga ciàpall, cioè fosse accaduto non arrivare a prenderlo, il tram: o non si sta parlando del 24?: da parte di alcune potenti illustrazioni del foro (lombardo), dell’università (mangiagallica), dell’industria (meccanica o casearia) e di più d’una «donna Carlotta», dal seno allucciolato di smeraldi.”

Il passo è da L’Adalgisa di Gadda, che ambienta il suo romanzo a Milano, in un punto imprecisato fra gli anni Venti e Trenta del Novecento. A questa data i tram hanno perso il loro color zabaione per un bel verde, in due tonalità, allora il colore delle vetture pubbliche in tutta Italia. Il “carosello” attorno al Duomo è stato abolito dall’amministrazione fascista. Le linee tranviarie cominciano a moltiplicarsi, allungarsi, e i posti a sedere diminuiscono per permettere una maggiore capienza (le nuove vetture vengono ironicamente definite “due camere e cucina”). Milano diventa una “città pitagorica”, perché le linee, ormai fattesi troppe per poterle distinguere, vengono ognuna contrassegnata con un numero.

“In ogni cartolina di Milano c’è sempre il Duomo e il tram.”

Tram_ATM_5106.jpegLa guerra non ferma il successo del tram, che però comincia a servire sempre più solo le zone urbane, lasciando le periferie al crescente potere degli autobus e delle automobili personali. Le vetture ‘28 subiscono dapprima una serie di modifiche, poi vengono introdotti nuovi modelli, più leggeri e capienti. Solo con il 1955 e l’inizio della costruzione della nuova metropolitana comincerà il declino di questo mezzo.

Oggi Milano conta 17 linee urbane, che percorrono la città in tutte le direzioni. Gli abitanti della città continuano a dimostrare affetto nei confronti del tram, che è entrato a far parte anche delle memorie artistiche più “popolari”, dal quello di Gaber che sotto sera percorre il corso di Porta Romana, a quelli di Jannacci, fra l’Idroscalo, l’Ortica e il Politecnico. I milanesi sembrano poi restare particolarmente fedeli al tram nel suo modello più “storico” (non come quelli nuovissimi ecologici o quelli arancioni dell’attuale linea 24, per intenderci): nel 2010 le vetture Carrelli furono riportate all’antica gloria, con le modanature in legno, l’imperiale sul tetto e il colore giallo crema, ora conosciuto come “giallo Milano”, lo stesso delle biciclette di Bike-Mi e che i cittadini hanno votato in un sondaggio per i nuovi Sirietto da 25 metri. Il 1928 rimane il tram più amato dai milanesi e anche dai semplici visitatori: è il più panoramico che abbia mai solcato i binari milanesi, pieno di luce, con una grandissima superficie finestrata (se siete curiosi qualcuno è ancora in servizio sulla linea 1, sulla 9 o sulla 23). E se prima della guerra c’erano tram per la pulizia delle strade o, addirittura, per il trasporto delle salme, anche oggi questo rimane il mezzo privilegiato per iniziative le più varie, culturali o turistiche.

Allora di corsa a prendere il tram, saliteci in cima e appendevi alla maniglia o rimanete in piedi nel piccolo salottino in fondo: e guardate la città scorrere fuori e dentro di voi.

Per approfondire e trovare qualche bella immagine:

https://www.facebook.com/ioamoitramdimilano
http://www.milanotram.com/
http://trammilano.milanodavedere.it/


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