La Nebbiosa ovvero quando i milanesi guidano la telecamera di Pasolini…

di Lara Aleotti

Ma però (9)

La Nebbiosa ovvero quando i milanesi guidano la telecamera di Pasolini…Erano le ultime settimane del 1959 quando Pier Paolo Pasolini si trasferì a Milano: trascorse il mese di novembre su e giù per i trani1, le sale giochi, gli scintillanti locali, l’hinterland e Metanopoli, la “città ideale” voluta a San Donato da Enrico Mattei per ospitare sede e lavoratori dell’ENI. Gli era stato da poco affidato un nuovo lavoro: la redazione di una sceneggiatura con protagonisti i teddy boys milanesi, i figli sbandati della borghesia del nord Italia, rapiti delle mode inglesi e senza troppi scrupoli morali. L’originaria sceneggiatura intitolata La nebbiosa, fortemente rielaborata dai registi Gian Rocco e Pino Serpi, uscì nelle sale nel 1963 col titolo Milano nera; contrariato dai molti stravolgimenti, Pasolini annunciò una causa per far ritirare il proprio nome dai titoli di coda e inviò la propria opera a una rivista cinematografia perché fosse, almeno in parte, pubblicata: la triste storia della Nebbiosa, rimasta per anni chiusa in un cassetto, si conclude nel 2013 con la pubblicazione integrale per il Saggiatore e la realizzazione dell’omonima mostra promossa dal Comune di Milano. La mostra, inaugurata lo scorso giugno presso Palazzo Moriggia, sede del Museo del Risorgimento, vive di due percorsi paralleli e complementari.

Nel primo percorso, Lo sguardo di Pasolini su una Milano ormai scomparsa, fotografie d’autore della Milano di ieri diventano fermo immagini possibili di un film mai girato; sotto ogni immagine una brandello della sceneggiatura: una battuta, una didascalia. Gianni Berengo Gardin, Mario Cattaneo, Cesare Colombo, Sergio Strizzi, Ferdinando Scianna: questi e altri gli occhi poetici che ci ricostruiscono quella Milano degli anni Cinquanta e Sessanta, la Milano del dopo guerra e del boom economico, dei primi grattaceli e dei grandi cantieri, della borghesia meneghina ma anche delle osterie e dei quartieri di periferia nella quale PPP aveva immaginato le storie dei suoi teddy boys; una Milano che, nella volontà di Pasolini, era fatta prima di tutto della sua umanità spiccia.

nebbiosa3Uscendo dalla sala, al di là del cavedio, un altro spazio ospita Lo sguardo dei milanesi fa rivivere una Milano ormai scomparsa: superato il grande sorriso di una signorina seduta di fronte a uno scanner, si attraversano una a una le decine di altre fotografie appese alle cassette di legno; fotografie di piccole dimensioni, quasi delle polaroid, ognuna delle quali riportante il nome di chi l’ha portata lì (colui che è ritratto?, colui che l’ha scattata?), il luogo e la data. È la Milano delle tante storie che non sono mai state raccontate al grande pubblico, proprio come la sceneggiatura di Pasolini; della Milano che fu, tra un ricordo personale e un’eredità di famiglia, dei tanti Gimkana, il Teppa, il Rospo, il Contessa, Mosè, Toni, delle siore e dei siori.

nebbiosaOgni cittadino è invitato a contribuire a questa opera collettiva, portando la propria fotografia di Milano tra il 1950 e il 1965: insieme daranno vita alla pubblicazione “La nebbiosa. La storia siete voi” . Un’operazione di pura bellezza che apre a molte riflessioni, come solo alcuni media sanno fare – le arti e i ricordi intimi, tra tutti. Una di queste riguarda il soggetto delle fotografie, che, forse ironicamente, realizza appieno la poetica di Pasolini: della cinquantina di foto attualmente esposte nella seconda sezione, la maggioranza ritrae persone: la Nebbiosa Milano sullo sfondo.

la Nebbiosa
lo sguardo di Pasolini su una Milano ormai scomparsa
, 8 maggio – 14 settembre
lo sguardo dei Milanesi fa rivivere una Milano ormai scomparsa, 5 giugno – 14 settembre
Palazzo Moriggia, Museo del Risorgimento, via Borgonuovo 23, Milano.
Martedì-domenica 9-13, 14-17.30
Ingresso libero

Per come partecipare alla mostra con la propria fotografia, qui tutte le informazioni


1Le famose osterie milanesi, dove al cibo modesto venivano associati vino e cantautori; si dice che grazie ai trani Milano diede i natali ai molti Jannacci, Gaber, Cochi e Renato.

Lascia un commento