Roderick Duddle, di Michele Mari

di Linda Taietti

Ma però (6)

Roderick DuddleApro il volume dalla bella rilegatura; in copertina reca l’immagine di un ragazzino che corre, una città sullo sfondo. Prima che la storia abbia inizio, si staglia in una pagina la mappa dei luoghi in cui le vicende si intrecceranno: come in ogni romanzo d’avventura che si rispetti.
Perché l’ultima opera di Michele Mari, professore di Letteratura italiana all’Università degli Studi di Milano (e non a caso traduttore per Rizzoli de L’isola del tesoro di Stevenson e di Ritorno all’isola del tesoro di Motion) è un romanzo di avventura, ascrivibile alla tradizione d’appendice, e anche un romanzo di formazione, denso di riferimenti, citazioni, echi letterari. Il tutto attraversato da una sottile ironia dell’io narrante onnisciente, soprattutto percepibile nell’introspezione psicologica di personaggi non propriamente magnanimi; io che tiene il lettore in uno stato di veglia continua per mezzo di costanti apostrofi e dei più vari appellativi. È un dialogo aperto con il fruitore dell’opera, che non può fare a meno di seguire fino alla fine la storia del piccolo Roderick, figlio di una prostituta ma ereditiere di una cospicua eredità, ostacolato da tenutari di bordelli, suore non convenzionali, assassini, balordi, mentecatti, marinai, autorità e uomini di legge tutt’altro che ligi al dovere e alla giustizia. I personaggi incrociano strade e vite, alla ricerca del riscatto e dell’agnizione finale, attesa ma non scontata.
Mari, abile giocoliere della suspense, crea un’avventura per ragazzi rivolgendosi ad un pubblico adulto. E conferma la viva e metamorfica padronanza lessicale, l’inesauribile ricchezza di immagini, divertendosi ad essere autoreferenziale, come quando sorride alla constatazione del frequente uso della figura del lupo nelle proprie opere, o si nomina in exergo e nel finale e diventando così personaggio egli stesso.

Dunque, vi va di vagabondare fra Fenham, la locanda dell’Oca Rossa e Cork, con lo sguardo rivolto al mare?

Michele Mari, Roderick Duddle, Torino, Einaudi, 2014, pp. 496


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