“Neverending”: il tour senza fine di Elio e le Storie Tese

di Gaia Scolari

Ma però (4)

unnamed (1)Quando si crea un proprio stile si può esser certi che non a tutti piacerà. Questo è ciò che è successo al gruppo di Elio e le Storie Tese: adorati dalla critica negli ultimi anni – critica che tendeva a ignorarli agli esordi – la band milanese ha sempre diviso il pubblico fra chi li apprezza e chi, invece, li considera dei buffoni. Tra i primi c’è chi li segue trovandoli divertenti e chi predilige le innegabili qualità tecniche. Anche se, in realtà, le due motivazioni spesso si mescolano, e proprio la combinazione di queste caratteristiche rappresenta la vera originalità della band. Perché è innegabile che, soprattutto nella situazione attuale della musica italiana e non, Elio e le Storie Tese rappresentano un gruppo di professionisti; sono insomma persone che si sono sempre dedicate allo studio dei propri strumenti e all’esercizio costante, cosa che li ha portati a essere alcuni dei migliori musicisti italiani.

Neverending tour

Questi punti di forza sono certo risultati evidenti a chi ha assistito ai primi appuntamenti estivi del loro Neverending tour 2014. Lasciata alle spalle la presentazione dell’ultimo album, ovvero L’Album Biango, che aveva occupato gran parte della scaletta del precedente tour, quest’anno il gruppo ha potuto scegliere liberamente tra le migliori canzoni della propria produzione. Nasce così un concerto che spazia tra i vari generi musicali, fra assoli e sketch, divertimento e emozioni. Ci sono alcune delle canzoni storiche del gruppo, come Servi della gleba e Il vitello dai piedi di balsa, ma anche quelle più “recenti”. E non manca ovviamente neanche il tradizionale bis finale con la canzone Tapparella, omaggio a Feiez (Paolo Panigada), membro del gruppo, ma soprattutto amico, mancato oramai 16 anni fa: la frase “Forza Panino” è riferita, infatti, a uno dei soprannomi dati all’artista dai suoi compagni, cioè appunto “Panino”.

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Novità e tradizioni del gruppo si mescolano, dando così vita a un tour che può essere apprezzato sia dai nuovi ascoltatori sia dai fans storici. Il 3 luglio la band si è esibita all’Ippodromo del Galoppo di San Siro a Milano, loro città natale. Chi ha preso parte al concerto si è trovato partecipe di un clima rilassato: niente code chilometriche, la gente è arrivata pian piano e ha riempito il prato poco prima dell’ora d’inizio. Anche stando nelle prime file si riusciva a respirare e non si rischiava di essere travolti, nonostante il gran numero di persone. Il pubblico era vario e si andava dai giovani e giovanissimi alle coppie più mature, magari persone che hanno assistito agli esordi del gruppo.

Poi è iniziato il concerto. In certi momenti partivano spontaneamente cori, in altri calava un silenzio attento per qualche parte strumentale più complessa, magari rotto da un applauso. In altri ancora si rideva, per battute inserite nelle canzoni o per veri e propri sketch, che solitamente avevano come protagonista Mangoni (da sempre mascotte del gruppo) o “Carmelo” (si tratta di Vittorio Cosma, che in questi e in altri tour sta sostituendo, per motivi sconosciuti, il membro del gruppo Rocco Tanica). Ed è anche capitato che un responsabile del servizio d’ordine, con le spalle al palco e l’aria aggressiva, non sia riuscito a trattenere una risata.

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Gli “Elii” sono uno di quei complessi che ancora oggi vale la pena sentire dal vivo. E alla fine del concerto si resta sorpresi di come, nel loro caso, il live sia meglio delle registrazioni discografiche. Sì, perché spesso, quando si sente un cantante o una band dal vivo, anche se non sempre lo si ammette, rimane la sensazione che ci sia una distanza evidente tra ciò che viene prodotto in sala di registrazione e le effettive capacità del cantante e dei musicisti. Ma non è questo il caso: anzi, la precisione del gruppo è sorprendente, ed è dovuta anche alla loro grandissima esperienza. Hanno infatti inciso il primo disco nell’anno 1989, ma le prime esibizioni risalgono addirittura al 1980 (insomma, si può ormai giustamente parlare proprio di un Neverending tour). Da quell’anno Stefano Belisari (in arte Elio) comincia con i primi esperimenti di band, che, con varie sostituzioni e nuove entrate, ha preso poi la forma attuale. Ma nonostante la lunga esperienza, il gruppo riesce ancora a divertirsi sul palco, o almeno da dare l’idea che sia così, coinvolgendo nella loro allegria tutto il pubblico.

Le date del tour sono ancora numerose e si possono trovare facilmente sul sito del gruppo: www.elioelestorietese.it. Non consiglio a chi non piace il genere di partecipare a questi eventi; i gusti sono personali e, come già detto, il particolare stile di Elio e le storie tese può non piacere affatto. Ma a chi ama la musica, in particolare quella dal vivo, consiglio di approfittarne. Non bisogna per forza essere esperti per apprezzare le capacità di questi artisti. Sentirli esibirsi sarà sufficiente.

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