I dieci classici da “rileggere” per l’estate

Ma però (9)

“Ogni scrittore ha il proprio modo di scrivere
(Nabokov, per esempio, spesso
scriveva in piedi e Victor Hugo nudo).”
David Randall, Il giornalista quasi perfetto

Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare! E godetevi anche un bel classico, da leggere o rileggere1, a seconda…

1. Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, di Carlo Emilio Gadda

Il giallo è un genere che in estate ha un grandissimo successo, lo confermano le classifiche dei libri più venduti su Amazon, con al secondo posto La piramide di fango di Andrea Camilleri, nella top 100 da 51 giorni. Se vi piacciono i gialli ma anche la buona letteratura vi proponiamo il Pasticciaccio, in cui, oltre al classico investigatore della polizia e a furti e omicidi, Gadda ci regala anche uno spaccato dell’Italia del ventennio dove abitudini e costumi non sembrano poi molto diversi da quelli di oggi, il tutto vestito di un saporoso dialetto romanesco, vivo e attuale.

2. La schiuma dei giorni, di Boris Vian

Se potete, leggetelo in lingua originale. Ma anche in italiano va bene. I nostri pensieri vanno alle ponderose fatiche dei traduttori, che si sono trovati alle prese con una lingua mobilissima e straordinariamente ricca di invenzioni. Vian crea per noi un mondo paradossale ma al contempo molto reale, dove l’unico modo per curarsi sono i fiori, le cerimonie ecclesiastiche sono sfarzosissime (a patto di avere danaro) e gli uomini crescono da loro stessi le armi da guerra. Una poesia vitale e malinconica, dove la musica jazz si mescola alla filosofia francese in una dimensione onirica e distorta che ricorda tanto da vicino la quotidianità contemporanea.

3. Viaggio al termine della notte, di Louis-Ferdinand Céline

Perché è un condensato di Novecento. Il secolo intero, con le sue ansie e le sue inquietudini, sembra trovare spazio qui. Condotto come un soliloquio in prima persona, a metà fra confessione e autobiografia, l’alter ego Bardamu ci porta con sé durante la prima guerra mondiale, poi nell’America degli anni ruggenti e nell’Africa coloniale, e per finire nella Francia dei sobborghi e della povertà. Un po’ Rimbaud e un po’ se stesso, Céline restituisce con grazia e allo stesso tempo spietatezza l’interiorità dell’uomo moderno, nella sua necessità di andare, in un continuo scavo fino al termine della notte, appunto.

4. La zia Julia e lo scribacchino, di Mario Vargas Llosa

Avevo pensato di proporre Garcia Marquez, ma no, l’avrete già certamente ripreso in mano tutti per altri, e ben più validi, motivi. Ma la letteratura sudamericana non poteva certo mancare: e qui Vargas Llosa ci fa sentire quanto si possa davvero imparare, in termini di intrattenimento, da anni di telenovelas e romanzi radiofonici. Se amate le serie tv, con i loro intrecci e intrighi, beh, non immaginate i pasticci che possono capitare se l’autore è distratto, e forse sono anche più intricati i pasticci che si combinano nella vita reale.

5. Lolita, di Vladimir Nabokov

Oggi che si fa tutto un parlare di Lolite nostrane forse è il caso di andare alla fonte, questo meraviglioso libro di Nabokov, l’unico che riesca a fare dell’avanguardia sfruttando la classica forma romanzo e temi che oggi appaiono di gran lunga abusati. Se vi dico che lo scrittore è russo naturalizzato americano e che fin dall’infanzia parlava correntemente entrambe le lingue più il francese, potrete farvi un’idea di come sia curato e allo stesso tempo divertente lo stile del romanzo. Frequentissimi sono i giochi di parole, anche sottilmente ironici, uniti ad una trama che non scade mai nella volgarità, mescolando il classico viaggio in automobile attraverso l’America ad una storia di omicidio e gelosia. Lolita ci racconta non solo che l’apparenza inganna, ma che dobbiamo fare attenzione a non sottovalutare gli inganni e le bugie che ci infliggiamo da noi stessi.

6. Se una notte d’inverno un viaggiatore, di Italo Calvino

Un libro che si apre sull’incubo di tutti i migliori lettori: le montagne di libri che ci rimangono da leggere. E questo è proprio un romanzo per chi ha poco tempo: in uno solo troverete storie per dieci di questi, e ognuno ben caratterizzato e originale. Sempre strizzando l’occhio al lettore, Calvino non dimentica la letteratura, e riesce a coniugare le più moderne teorie narratologiche con quelle che lui chiamava “le materie prime” (ovvero le storie), creando un capolavoro del postmodernismo, a cavallo fra romanzo realista e diario, erotico e hard boiled, filosofico ed esistenzialista. Una vera celebrazione del “piacere di leggere”.

7. Suite francese, di Irène Némirovsky

Un riscoperta. Suite francese è il romanzo rimasto incompiuto di una scrittrice che la seconda guerra mondiale ha precipitato nell’oblio. Ebrea ucraina, poi fuggita in Francia a causa delle persecuzioni antisemite, fu deportata in un campo di lavoro nazista dove morì nel 1943. Il progetto originale, sul modello della Quinta di Beethoven, prevedeva cinque romanzi che raccontassero la stagione della guerra, a Parigi come nella provincia. Ne rimangono solo due, pubblicati per la prima volta in Francia nel 2004 e riuniti sotto questo titolo, dove l’autrice con la delicatezza e la saggezza di intreccio dei migliori romanzieri russi costruisce un vero e proprio affresco storico e sociale. Ma senza dimenticare la grazia delle relazioni interpersonali e un gusto pittorico per il dettaglio espressivo, spesso catturati da punti di vista imprevisti.

8. Il Maestro e Margherita, di Michail Bulgakov

Romanzo costruito su due piani narrativi: la Mosca degli anni ’30 e una strana storia riguardo i fatti avvenuti nel periodo pasquale a Gerusalemme, al tempo di Ponzio Pilato. Il Maestro e Margherita sono forse – paradossalmente – i personaggi meno interessanti della narrazione, che vede svettare al suo centro Woland, misterioso professore esperto in magia nera. Fra gatti neri parlanti e scherzi pungenti, sabba di streghe e misticismo, Bulgakov tesse una rete di rimandi narrativi che alla fine del racconto si riuniscono, spiazzandoci completamente e lasciandoci come l’impressione di una mancanza, assieme a una profonda riflessione sulla natura del “male”.

9. Il giardino dei Finzi-Contini, di Giorgio Bassani

Bolognese, Bassani trascorse infanzia e adolescenza a Ferrara, e la città si respira tutta in questo suo libro: dai muri di mattoni rossi alle biciclette e alla calura estiva dell’estate padana. Un romanzo in cui la Storia (il ventennio, le leggi razziali) si mescola alla storia personale di due famiglie, ed in particolare a quella dei Finzi-Contini, ebrei appartenenti alla ricca borghesia cittadina, e al loro giardino. Luogo nascosto, proibito, capace di suscitare amori e gelosie, misterioso, vero perno ideale attorno a cui gravitano le esistenze di Alberto e Micol, i giovani protagonisti. Una storia agrodolce, che ci fa respirare tutto lo sconquasso della provincia italiana all’arrivo della guerra, e allo stesso tempo la sua placida tranquillità.

10. Dona Flor e i suoi due mariti, di Jorge Amado

Con tutti questi uomini che odiano le donne ecco un libro di un autore che le donne certamente le ama, tanto da adottare spessissimo il loro punto di vista nei suoi romanzi: oltre a questo, Gabriella garofano e cannella, Teresa Batista stanca di guerra, Vita e miracoli di Tieta d’Agreste…Amado raccoglie in questo libro il meglio del realismo magico sudamericano insieme alla sua tipica coloratissima descrizione dei costumi baiani, la religione e la cucina innanzitutto, regalandoci un romanzo che è quasi un feuilleton, spumeggiante e piacevolissimo, sentimentale e intricato, q.b.

 
Ora raccontateci voi dei vostri incontri con i classici! Buona lettura!


1D’altra parte, come diceva Pontiggia, “rileggere” si usa per i classici che si leggono per la prima volta…

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