Barcellona: una città dai tanti volti

di Gaia Scolari

Ma però (8)

La visita a una città è un fatto sempre molto personale. Casa BattlòI luoghi turistici sono magari gli stessi, ma i posti in cui si capita quasi per caso, a volte per la stanchezza, per la fame, per ripararsi dal sole o per rilassarsi un po’, sono diversi per ognuno. E spesso sono proprio questi a caratterizzare un viaggio.
Arrivando a Barcellona, dopo essersi svegliati all’alba e aver viaggiato su vari mezzi – pullman, aereo e metropolitana – la vista dell’area periferica della città può lasciare un po’ perplessi. Palazzoni anonimi dominano la scena, vie che ricordano la periferia di tante altre città (e che a me hanno ricordato Milano). E ti può anche capitare di sbagliare strada e trovarti davanti a casa Batlló, capolavoro architettonico di Gaudì (affiancata da casa Amatller, dell’architetto Puig i Cadafalch), accerchiata da tanti di questi palazzoni qualunque. Il bello e il brutto l’uno accanto all’altro.Vista da Parc Guell, al centro la Sagrada Familia, a destra i grattacieli del porto olimpico, sulla sinistra Torre Agbar

Il contrasto risalta in modo ancora più evidente osservando la città dalla collina su cui è situato Parc Güell. In mezzo alla distesa di palazzi squadrati spicca la Sagrada Família,Torre Agbar e poco più in là Torre Agbar e i grattaceli del porto olimpico (lascio a voi giudicare se questi siano belli o brutti).
Lasciate giù le valige, si può iniziare la vera e propria visita alla città e si possono ammirare i posti più noti: i vari quartieri della città vecchia, La Rambla (la più famosa via di Barcellona), la Sagrada Família, Parc Güell, il Palau Nacional. Ma non è di questa Barcellona, certamente meravigliosa e che merita di essere visitata, che voglio parlare. Ma di quella parte che occupa meno spazio nelle guide, quella più nascosta.

Protagonista indiscusso, Parc Güell fa spesso dimenticare gli altri spazi verdi di Barcellona. Parc de la Ciutadella è uno di questi, e si trova proprio nel cuore della città, tra la Barceloneta e la Città vecchia. E se certo non ha al suo interno le più importanti opere di Gaudì, vi si può trovare – oltre al Parlament de Catalunya – un clima più rilassato, meno turisti e più persone del posto. Tra questi anche alcuni funamboli che tendono le loro corde tra un albero e l’altro per esercitarsi, ed è piacevole “spiare” le loro acrobazie mentre si è distesi a prendere un po’ di sole. Entrando dall’ingresso laterale del parco si incontra anche una bellissima fontana, la “Cascada”, che, inaspettatamente, si scopre essere opera di un giovanissimo Gaudì. Lo stile è irriconoscibile e bisogna affidarsi alle informazioni di una guida per scoprire chi sia l’autore.

La Cascada di Parc de la Ciutadella

Ancora più nascosta, e spesso ignorata sia dai turisti che dai cittadini, è l’area verde che circonda il Montjuїc. Se quando si passa per la Piazza de les Cascades fino ad arrivare al Palau National (che ospita il Museo Nazionale d’Arte Catalana) ci si trova circondati dalla folla e da turisti che scattano foto, nell’area adiacente si è immersi nel silenzio, e l’unico rumore che si sente è quello di qualche fontanella. Nell’ignorata riproduzione di un teatro greco può anche capitare di vedere delle attrici che si esercitano indisturbate.

Vicolo del Barri GòticMa l’aspetto più affascinante di Barcellona, almeno per me, è stato un altro: i Tapas bar. Il cosiddetto quartiere Gotico (Barri Gòtic), cuore della città vecchia, non si può certo classificare come luogo poco frequentato, anzi: è una delle mete principali di molti turisti. Ma anche qui, entrando in qualche locale nascosto, ci si ritrova immersi nella vita tipica del posto. In questi bar si possono consumare le tipiche tapas, semplificando, gli aperitivi locali. Si sa, le cene spagnole si consumano sempre dopo le nove di sera, così, se nel pomeriggio sopraggiunge la fame, recarsi in un tapas bar è la soluzione migliore. Le pietanze consistono in stuzzichini che ognuno può ordinare secondo i propri gusti: si va dalle acciughe alle tipiche patatas bravas (patate condite con salsa piccante), dal formaggio alle tortilla (non quelle messicane, ma una semplice ricetta spagnola, cioè la frittata con patate), e tante altre pietanze che variano da bar a bar.
Tapas barGirovagando per la città il bisogno di fermarsi nel primo posto che capita non manca. E può succedere di entrare in un locale stretto, dall’aspetto non elegante (con anche numerose macchie di unto sulle sedie), con il nome scritto sulla serranda lasciata leggermente abbassata, ma trovarsi poi sorpresi a mangiare pietanze semplici ma deliziose. E provare così qualcosa di certamente più tipico della Paella servita nei super turistici e costosi ristoranti della Rambla.
Il mio consiglio a chi visita Barcellona, soprattutto a chi lo fa per la prima volta, non è certo quello di non visitare i famosi edifici di Gaudì, che rendono la città diversa da qualsiasi altra, o in generale i posti più noti. La loro fama è meritata. Ma oltre a questo, ogni tanto è bello perdersi, e lasciarsi guidare dal caso, perché la sorpresa spesso aumenta la soddisfazione.

 

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